24/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Cina e Usa: spese militari.

Partiamo dalle spese militari: al netto dalle spese per le guerre in corso, il budget Usa è comunque quasi dieci volte maggiore di quello cinese, senza considerare che si parte da una superiorità tecnologica già fuori discussione. E' sufficiente per dire che la Cina non è in grado di minacciare gli interessi americani?

E' sufficiente per dire che la Cina non può minacciare gli interessi americani con le armi. Non credo nemmeno che essa voglia impelagarsi in una corsa agli armamenti per ingaggiare gli Usa sul piano militare. La Cina ha forze strategiche (nucleari e di proiezione convenzionale) che al massimo possono minacciare una potenza regionale come l'India o il Giappone ammesso che queste nazioni non si facciano aiutare dagli Usa. Anche nazioni piccole come Taiwan o la Corea del sud hanno poco da temere dalla Cina fintanto che l'alleanza con gli Usa regge.
Ma qui sta il punto: la possibilità d'impiego effettivo dell'hard power della Cina dipende dall'impegno Usa nel sostegno ai propri alleati; se questo viene a mancare o se diventa ambiguo o poco credibile, la Cina ha forze e armi sufficienti per creare grossi problemi a qualsiasi media potenza asiatica. La grande strategia cinese comprende perciò la messa in discussione dell'impegno americano. In maniera sottile viene instillato il "ragionevole" dubbio che gli Stati Uniti non vogliano o non siano in grado di rischiare i propri interessi globali per intervenire a favore di paesi amici o presunti tali. In questi ultimi anni gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per agevolare questo aspetto della strategia cinese. Si sono impelagati in guerre senza fine, hanno continuato a sfruttare i paesi africani ed asiatici più deboli, hanno gestito le istituzioni finanziarie globali in maniera fallimentare, hanno prima fomentato e poi abbandonato dei nuovi contenziosi internazionali e con la crisi economica stanno dimostrando tutti i propri limiti ideologici, politici e pratici.
Questo dubbio sulla credibilità della protezione statunitense è particolarmente forte in Asia dove si rinnova il quesito che si poneva l'Europa durante la guerra fredda: sono disposti gli Usa a rischiare i propri interessi per salvare un paese? Oggi sappiamo con certezza che il terreno di scontro tra Urss e Usa sarebbe stato quello europeo. A partire dagli anni 70 l'Urss ha concentrato la sua strategia sulla forza convenzionale in Europa. Le sue divisioni corazzate avevano il compito di occupare la parte occidentale e i primi attacchi aerei sarebbero stati diretti contro le rampe nucleari e i radar dislocati in Europa. D'altra parte gli Usa hanno sempre evitato il rischio di uno scambio di missili intercontinentali con l'Urss spostando il campo di battaglia proprio in Europa: non avrebbero mai rischiato di farsi colpire New York per salvare Berlino. Oggi molti paesi in Asia, America Latina e Africa dubitano fortemente che il partner più affidabile siano gli Stati Uniti. Non sono nemmeno sicuri che si debbano affidare alla Cina, ma con essa possono ancora dialogare, mentre con gli Stati Uniti pensano di dover soltanto sottostare. La Cina sa anche che la partita internazionale si gioca sull'economia e sulle risorse e sa che gli Usa sono sensibili a questi argomenti molto più di quanto non siano sensibili alla difesa di Taiwan o della Corea. In questo campo la Cina sta facendo di tutto per legare l'America ai propri destini e lo fa usando le sue stesse logiche economiche e di gestione del potere.

        

Cina - Usa: peacekeeping e soft power

Cina – Usa: frizioni e collaborazioni, modello strategico

Cina – Usa: la strategia del filo di perle

Cina – Usa: Afghanistan

Cina – Usa: il caso Google

 

Parole chiave: Cina, Usa, Mini
Luogo: Cina