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Non sorprende la decisione di Lady Catherine Ashton, ministro degli Esteri dell'Ue, sul nuovo rappresentante unico dell'Ue in Afghanistan. Non sarà più Ettore Sequi (foto), diplomatico italiano di provata esperienza in situazioni e in aree difficili come quella afgana, capace di parlare negli ultimi sei anni con le ‘armi' della cooperazione, del partnenariato e dell'amicizia. La scelta è ricaduta sul candidato lituano, l'ex ministro degli Esteri Vygaudas Usackas.
A Kabul invece c'e' stupore per la scelta di una persona poco gradita agli afgani e percepita con poco entusiasmo dalle autorità locali. La decisione sembra sia stata presa già un mese fa, a tavolino, prima della formazione di un panel di candidati. Usackas, 46 anni, il 22 gennaio scorso si è dimesso da ministro degli esteri della Lituania in seguito a una campagna stampa su prigionieri detenuti illegalmente in Lituania per conto della Cia. Su questo Usackas si è scontrato con il presidente lituano, che sospettava alcuni imputati di terrorismo fossero stati segregati in Lituania. Usackas ha smentito l'uso di prigioni segrete della Cia per questo tipo di detenuti. Certo, questa vicenda non fa di lui un candidato molto credibile. E insoddisfatti per la controversa nomina del lituano sono anche alcuni rappresentanti della Commissione e del Consiglio Europeo a Bruxelles.
La posizione di ambasciatore Ue a Kabul faceva gola a molti poiché, con il Trattato di Lisbona, il nuovo incarico riunisce quello di rappresentante della Commissione europea e di nuovo ‘ministro degli Esteri' rafforzato dell'Ue in Afghanistan. Sequi faceva affidamento sull'appoggio da parte del governo italiano e della Germania, che - secondo quanto riportano fonti tedesche a Kabul - aveva espressamente sostenuto la sua candidatura con Helga Schmid.
L'Italia rischia di trovarsi marginalizzata in tema di nomine internazionali. Ad esprimere preoccupazione anche il ministro per le Politiche Comunitarie Andrea Ronchi, commentando proprio la decisione su Sequi. "E' inaccettabile - ha detto - dobbiamo puntare i piedi perché siamo in debito e ci batteremo in tutte le sedi". Più misurata la reazione del Ministro Frattini. "Non c'è delusione da parte dell'Italia, si tratta di un normale avvicendamento", ha affermato annunciando da Bruxelles la decisione, durante il Consiglio degli Esteri dell'Ue. C'è invece la sensazione che ci sia un forte dispiacere per questo esito, sebbene non sia stato una sorpresa, soprattutto alla luce della scelta del candidato lituano, scarsamente apprezzato dall'alta diplomazia italiana.
Sul tavolo della Ashton potrebbe venir fuori una questione italiana ed è probabile che l'Italia alzerà la posta chiedendo di ricoprire altri ruoli chiave nello scacchiere europeo. L'Italia, si sa, punta in vista della scadenza del 2011 alla presidenza della Bce, per cui ribadisce Ronchi, ‘Mario Draghi è un ottimo candidato'. I fatti però raccontano che in poche settimane il nostro paese ha perso due importanti posizioni. Dalla fine di gennaio infatti non ricopre più il posto di rappresentante civile della Nato in Afghanistan che dal maggio 2008 era coperto dall'ambasciatore Fernando Gentilini, sostituito dall'ex ambasciatore britannico nel paese Mark Sedwill. E ora è fuori anche dall'alta diplomazia Ue. Certo è che la Gran Bretagna incide molto sulla questione delle nomine internazionali e recita un ruolo egemone a Bruxelles. La Svezia e la Francia hanno aspramente criticato la scelta della Ashton inerente il nuovo ambasciatore capo della delegazione Ue a Washington, il portoghese Vale de Almeida, scelto "senza consultare nessuno dei Ventisette". Il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt, critica sia nel metodo che nel merito la scelta. De Alveda e' un funzionario di Bruxelles, "non un diplomatico di esperienza" e non ha neanche la statura internazionale del suo predecessore, l'ex premier irlandese Bruton.
Da una recente ricerca denominata Intune, emerge come in Gran Bretagna sia il pubblico sia le elite siano ancora chiaramente anti-europeisti. La diplomazia britannica si muove sapientemente nello scacchiere europeo racconta una fonte all'interno dell'Ue - perché vuole essere sicura di tenere tutto sotto controllo, evitando che si vada in una direzione sgradita, quella europeista.
Mariangela Pira