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Tre persone sono state arrestate dalla polizia di Miami con l'accusa di aver esportato verso il Paraguay centinaia di migliaia di dollari in prodotti d'elettronica con l'uso di passaporti falsi e di false fatture. Tutto allo scopo di finanziare con i proventi delle vendite gli Hezbollah libanesi, formazione considerata terrorista da Washington.
I tre uomini, tutti imprenditori, avrebbero violato l'International Emergency Economic Powers Actm, una legge che prevede misure e restrizioni a tutti quelle entità che mettono in pericolo l'economia Usa.
I tre uomini, Khaled Safadi, Ulises Talavea e Emilio Gonzales, sarebbero secondo le indagini legati a Muhammad Yusif Adballah, proprietario di uno dei maggiori centri commerciali di Ciudad del Este, il famoso Galaria Page.
E proprio Washington considera Adballah il principale referente dei libanesi nell'area della Tripla Frontera e sembra che ogni anno versi nelle casse del gruppo sciita importanti quote di denaro derivanti dalle sua attività commerciali a Ciudad del Este.
"La notizia è molto probabilmente priva di qualsiasi fondamento" dice da Ciudad del Este il direttore di Vanguardia, Hector Guerin, esperto di terrorismo e soprattutto di Hezbollah nell'area della Frontera. "Quelli arrestati a Miami sono tre imprenditori locali che lavorano sia su Miami, dovea acquistano la merce, che si Ciudad del Este, dove la rivendono. Sono solo tre imprenditori ma che a mio avviso nulla hanno a che fare con il finanziamento di Hezbollah" dice Guerin.
Stesso discorso arriva dall'ufficio di prevenzione antiterrorismo di Asuncion. Una fonte che chiede di restare anonima fa sapere: "Sembra che non vi siano connessioni fra i tre fermati di Miami e l'organizzazione sciita Hezbollah. Potrebbe essere solo una bufala".
Poco meno di un anno fa dalle strade assolate di Ciudad del Este, località al confine fra Paraguay e Brasile Guerin, uno dei giornalisti d'inchiesta più importanti del Paese raccontava: "Nonostante i tanti anni di lavoro io non ho mai visto un terrorista da queste parti. Nessuno li ha mai visti, nessuno li ha mai nominati. Se ce ne sono, fatemene vedere uno. Ma la verità è che non ce ne sono. Quello che si racconta sulla Tripla Frontera è solo in parte vero. Il resto è pura invenzione".
La brutta fama creatasi introno a questa zona ormai da decenni sarà difficile da lavare. Nell'area, un agglomerato di intricate strade piene di negozi di mercanzia falsa o contrabbandata che si affacciano direttamente davanti agli uffici della dogana brasiliana, si muovono miliardi di dollari tutti gli anni. Ma è anche vero che da decenni in questa zona si è stabilità una grande comunità di origine libanese che, soprattutto secondo l'intelligence statunitense, con i proventi delle vendite dei negozi, finanzierebbe la rete di Hezbollah in Libano.
Alessandro Grandi