22/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Questa lettera aperta è stata mandata oggi a tutti i capigruppo del Senato, ai Senatori a vita, alle agenzie di stampa e agli organi di informazione.

Onorevoli Senatori,

 

E' dal profondo del cuore che vi scrivo queste righe.  Vorrei che le leggeste mettendo per un momento da parte i formalismi della legge che vi apprestate a votare, del decreto che vi apprestate a convertire, e aprendo il vostro cuore a quell'umanità che una carica istituzionale importante come la Vostra deve sempre rappresentare.

 

Sappiamo tutti che la missione militare italiana in Afghanistan è sempre meno chiara: sempre più confondibili sono infatti Enduring Freedom e la missione Isaf. Lo stesso nostro ministro della Difesa ha testualmente dichiarato che "gli insorti si sottraggono al confronto e cercano di assorbire l'azione militare del contingente Isaf, che non incontra grandi resistenze se non sporadiche" e che "non c'è alcun italiano tra i soldati impegnati sul territorio, naturalmente qualcuno c'è nella linea di comando a Kabul."  Chiarendo definitivamente che il contingente Isaf sta effettivamente svolgendo operazioni di guerra volte ad occupare un territorio straniero e che militari italiani sono comunque coinvolti in una operazione che nulla a che vedere con stabilizzazione o ricostruzione.

 

Ma quello che Vi chiedo, davvero con il cuore in mano,  è di leggere le storie pubblicate dal mio giornale. Sono storie di guerra, sono le storie di Fazel, di Gulalay, di Alì, di Kuhudainazar, di Aktel, di Roja, di Said, le cui vite abbiamo contribuito a segnare per sempre.

Conosco bene l'Afghanistan e conosco bene questo conflitto e Vi dico: i finanziamenti che Vi apprestate a votare serviranno ad armare i nostri soldati. E i nostri soldati è con questi "nemici" che dovranno combattere.

 

Milano, 22 febbraio 2010

 

Rispettosi Saluti

Maso Notarianni

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