22/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo avevano cacciato per i suoi rapporti con gli Usa con i quali stava contrattando una tregua scongiurata dalla maggioranza dei talebani

Gli Stati Uniti avevano definito l'arresto del Mullah Abdul Ghani Baradar, dirigente talebano secondo solo al Mullah Omar, come una operazione di successo, per aver catturato una preziosa fonte di informazione.

Emerge oggi che la principale shura talebana, il comitato esecutivo centrale, aveva licenziato, nei giorni precedenti l'arresto, il comandante afgano. La cacciata del dirigente era avvenuta a causa dei i suoi contatti indipendenti con gli Stati Uniti, volti a negoziare una tregua. Il numero due talebano era stato arrestato 10 giorni fa durante una operazione congiunta tra il servizio di intelligence pakistano e la Cia statunitense.

Secondo le rivelazioni di fonte afgana Baradar, senza il consenso della shura centrale, aveva iniziato i negoziati con il presidente Hamid Karzai alcuni giorni prima delle elezioni dell'anno scorso. L'esponente talebano era a favore del dialogo con gli occupanti mentre la maggioranza delle forze di resistenza afgana, inclusi presunti amici pakistani, erano contrari alla cosa. Prima della defenestrazione Baradar era uno degli esponenti di punta della shura centrale talebana.

Parole chiave: mullah abdul, afghanistan
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan