18/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Partito dei lavoratori ha scelto: Dilma Rousseff, la prescelta di Lula, sarà la candidata per le presidenziali di ottobre. È ormai ufficiale

Il Partito dei lavoratori ha scelto: Dilma Rousseff, la prescelta di Lula, sarà la candidata per le presidenziali di ottobre. È ormai ufficiale.

Le voci circolavano già da tempo. Il presidente uscente non aveva mai nascosto la sua preferenza per quella che da sempre è il suo braccio destro: ex ministro, capo dello staff della presidenza, Rousseff ha sempre affiancato Lula in ogni passo, in ogni decisione, in questi otto anni al potere. Ma, nonostante sia considerata tecnico esperto e arguto, sono in tanti a pensare che non abbia il carisma necessario a raccogliere l'eredità di un personaggio tanto amato dalle folle. E in un paese dove il fascino e l'appeal giocano un ruolo predominante nelle scelte di voto, si tratta di una mancanza pesante e pericolosa. Al di là di tutto quello che ha fatto o non ha fatto Lula in questi anni.

Unica consolazione per il Pt, il nome del rivale più temibile, Jose Serra, governatore dello stato di San Paolo, sconfitto da Lula al ballottaggio nel 2002, e certamente privo di qualsiasi savoir faire che incanti l'elettorato. Sarà dunque una campagna tutta all'insegna dei programmi, durante la quale i brasiliani saranno chiamati a scelte ponderate e razionali, che mettano in secondo piano quell'istinto così caratteristico di un popolo tanto passionale.

Ma Dilma Rousseff è anche altro. Innazitutto non è mai stata eletta ai pubblici uffici, entrando sempre al Plenalto dietro invito del presidente. Altro elemento che fa titubare i suoi detrattori: come potrà assurgere a capo di un paese con oltre 190 milioni di persone senza aver scalato la gavetta elettorale? Eppure Lula non ha dubbi: ha scelto lei e su di lei si è fermato. Perché è lei la madrina del fiore all'occhiello della politica economica del governo: il Pac, il programma di accelerazione economica che traina il Brasile verso le vette. E su di lei è pronto a scommettere tutto.
"E' stata la scelta di Lula, non la scelta del Pt - ha commentato alla Bbc Joao Pedro Ribeiro, critico ed esperto - E' stata la sua scelta in uno scenario dove non c'erano molte altre opzioni. Lula doveva costruire un candidato, un politico dal nulla. Ed è quello che ha fatto con Rousseff, l'ha esposta e fatta entrare in tutti i mass media. E questo non significa che lei sia la sua scelta per qualche specifica forza politica. Non c'erano altre opzioni possibili nel Partito dei lavoratori".
Quindi una donna, un tecnico capace, un compagno leale e fedele, attraverso il quale continuare a governare, dietro le quinte. Questo il succo della mossa di Lula. Assicurare alla guida del paese, visto che la Costituzione brasiliana gli impedisce di candidarsi per la terza volta, una fedelissima che porti avanti la strategia iniziata otto anni fa. Il tutto con un Serra che tenterà in ogni modo di dimostrare di essere un manager molto più capace. Perché in fin dei conti la partita si gioca sull'economia. Che negli ultimi anni sta crescendo a buon ritmo in Brasile. Il gigante sudamericano è stato uno degli ultimi a entrare nella crisi globale e uno dei primi a rialzare la testa. Quest'anno si calcola una crescita del cinque percento. E sarà questo il tema che più peserà.

Ma chi è Dilma Rousseff. Sessantadue anni, è nata a Belo Horizonte da madre brasiliana e padre bulgaro. Cresciuta nell'agiata classe media, grazie al padre avvocato, ha decisamente un'estrazione differente da Lula, figlio della povertà e dello sfruttamento dei lavoratori. Da studentessa venne coinvolta dalla politica di sinistra e prese parte attiva alla resistenza contro la dittatura militare che piegò il Brasile dal 1964 al 1985. Nel 1970 venne catturata e torturata per 22 giorni, perfino con l'elettro-shock. Restò in carcere tre anni. "Dopo le percosse venivo gettata nuda in un bagno pieno di urine e feci e restavo lì, tremante, fino a che non tornavano a prendermi per torturarmi nuovamente", ha raccontato al magazine Marie Claire.
Economista qualificata, è stata scelta da Lula come suo primo ministro dell'energia e poi quale capo del suo staff. È lei la figura che è riuscita a tener saldo l'establishment nonostante gli scandali che hanno travolto il Pt, senza lasciarla fuori. Nel 2008 venne infatti accusata di essere una sorta di infiltrata dell'ex presidente Cardoso, per il quale avrebbe stilato dei dossier finanziari. Accusa che ha sempre respinto. Poi è arrivata la malattia, il cancro, e la sua battaglia per sopravvivere. Che ancora non è finita e che la forte combattente ha deciso di unire alla lotta per entrare nei cuori di quel popolo solare e istintivo che dovrà vedere in lei la madrina di un Brasile dalle tante carte vincenti e straripante di speranze, proiettato verso il futuro. Che sia lei la donna del destino.

 

Stella Spinelli

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