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Scritto per noi da
Nicola Falcinella
L'eredità della storia nei paesi dell'Europa centrale e orientale è stata al centro delle opere presentate al recente Trieste Film Festival. Storia recente come le guerre jugoslave degli anni '90 o più indietro come la dittatura dei colonnelli in Grecia o la rivolta di Praga del '68 o le purghe staliniane.
Ma anche questioni purtroppo sempre attualissime come le discriminazioni ai danni del popolo rom. Affronta quest'ultimo tema da un punto di vista diverso, e ispirandosi a una vicenda vera, "El Paso" del ceco Zdenek Tyc. Una giovane e fascinosa vedova con nove figli si ingegna per tenere unita la famiglia contro i servizi sociali che vorrebbero mettere i più piccoli in strutture protette. Il tono del film è quasi da fiaba, i personaggi entrano in empatia con gli spettatori e diversi momenti sono divertenti. Un film leggero e profondo che può arrivare a tutti.
La lunga "transizione" del sud-est Europa è raccontata in tre modi diversi (e da altrettanti esordienti) per tre paesi diversi. Per la Serbia "Davolja Varos - La città del diavolo" di Vladimir Paskaljevic (film vincitore del festival) con il tono della commedia nera con tanti personaggi che si muovono in parallelo in una Belgrado elettrizzata dai successi delle tenniste di casa. La Slovenia mantiene il tono cupo di molti suoi film (ma senza esagerare) in "Slovenka - Ragazza slovena" di Damjan Kozole, che racconta di una studentessa di provincia che si prostituisce a Lubiana con il nome d'arte del titolo ma va in crisi quando un uomo imbottito di viagra le muore tra le braccia. La Romania, in "Cea mai fericita fata din lume - La ragazza più felice del mondo" di Radu Jude, appare nella continua dialettica tra chi guarda i sacrifici fatti e chi si vuole godere il presente e nessuno guarda seriamente al futuro.
Le guerre balcaniche sono il cuore di tre film. In "Crnci - I Neri" di Goran Devi
e Zvonimir Juri (vincitori ai Festival di Pola e di Cottbus) raccontano usando lo stile del thriller (e contaminazioni da horror psicologico) l'azione di una squadra speciale per cercare dei compagni dispersi a tregua già siglata. «Sturm - Tempesta" del tedesco Hans-Christian Schmid racconta un processo al Tribunale Internazionale de L'Aia contro un criminale di guerra jugoslavo: nel film, che ha ricevuto il premio del pubblico triestino, il pubblico accusatore scopre i lati nascosti del sistema giudiziario. Come una giovane recluta si trasforma in un assassino e scopre il concetto di responsabilità individuale anche all'interno di un contesto brutale lo racconta Vladimir Perisic in "Ordinary People - Persone comuni" di Vladimir Perisic (già premiato al Festival di Sarajevo).
Tra i documentari significativo "Ritratto di famiglia con badante" di Alessandra Speciale, con la regista che, partendo dal rapporto di sua nonna con una ragazza sudamericana, mostra una faccia meno discussa di un tema molto trattato ma spesso solo in superficie. Speciale sottolinea come le badanti diventino a tutti gli effetti parti della famiglia, ricorda che spesso queste donne sono impreparate a un lavoro così impegnativo (sono le uniche che lavorano a orario continuo) e spesso con una conoscenza della lingua italiana insufficiente a costruire relazioni con gli anziani.