17/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



In Uganda il parlamento si appresta a votare una legge che punirà con 20 anni di reclusione il reato di omosessualità. Oggi i cristiani fondamentalisti marceranno per far passare la misura

Omosessualità aggravata. Un reato considerato alla stregua dell'omicido e del furto che, con questi ultimi, potrebbe avere in comune non solo la previsione delle aggravanti, appunto, ma anche la determinazione della pena: la morte o, nel migliore dei casi, al carcere a vita. È quanto previsto dall'Anti-homosexuality bill, meglio noto come Kill Gay Bill, che il parlamento ugandese sta discutendo in questi giorni per apprestersi a votare entro la fine del prossimo mese. Il disegno di legge, presentato dal deputato David Bahati, si allinea totalmente alle politiche in materia di omosessualità adottate dalla maggior parte degli Stati dell'Africa subsahariana e che prevedono severe punizioni per coloro che frequentano un partner dello stesso sesso.

In Uganda, tuttavia, è in atto una vera e propria crociata capeggiata dal pastore cristiano fondamentalista Martin Ssempa, classe 1968. Il disegno di legge, per il quale è ancora in ballo l'emendamento riguardante la riduzione dalla pena di morte a vent'anni di galera, ha attirato l'attenzione dell'Occidente portando lo stesso presidente Yoweri Museveni a prenderne le distanze e a chiederne una revisione di stampo moderato. La misura, lesiva di una gran parte dei dettami contenuti nell Dichiarazione universale dei diritti umani firmata a Parigi nel 1948, potrebbe, se passasse senza modifiche, prevedere la perseguibilità degli omosessuali di nazionalità ugandese che abbiano relazioni anche fuori dai confini nazionali. Per loro sarebbe richiesta un'estradizione immediata al fine di permetterne una punizione esemplare nel proprio paese. Ssempa, prima voce nel coro degli "inflessibili" , capeggerà oggi una marcia anti-gay per esercitare pressioni sui legislatori e dare, ha detto il religioso, "una cartolina che (Museveni) possa inviare al suo amico Barack Obama". Una cartolina che, secondo le stime, dovrebbe essere firmata da milioni di persone che in tutto il paese si uniranno in una sola voce per richiedere il passaggio della legge che, di fatto, inasprirà le pene previste per il reato di omossessualità (che in Uganda è già comunque criminalizzata). "Vogliamo far vedere - ha ribadito Ssempa - quante persone appoggiano realmente la legge" . Rimane comunque forte la reazione dei paesi donatori, fra cui gli Stati Uniti, che hanno minacciato l'amministazione di Kampala di attuare aspre sanzioni di natura economica se non si provvederà a far cadere la proposta di legge. Tuttavia, proprio dalle ricche comunità cristiano-evangeliche degli States, nel marzo 2009 arrivarono in Uganda tre sacerdoti per partecipare ad una serie di dialoghi sulla "cura dell'omosessualità". Scott Lively, un missionario che ha scritto diversi libri contro l'omosessualità, Caleb Lee Brundidge, che si autodefinisce un ex omosessuale che conduce "seminari di guarigione" e Don Schmierer, la cui missione è "mobilitare il corpo di Cristo per la grazia e la verità in un mondo affetto dall'omosessualità", hanno tenuto, in qualità di esperti in materia, dei seminari alla presenza di politici, insegnanti e forze dell'ordine per dimostrare come, secondo loro, sia possibile rieducare i gay e per denunciare il naturale portamento di questi ultimi a sodomizzare i ragazzi. Un vero e proprio simposio che partiva da assiomi come "il movimento gay è un'istituzione del male che ha come obiettivo quello di sconfiggere il matrimonio e sostituirlo con una cultura della promiscuità sessuale". Dopo un anno dalle loro accese disserzioni, i tre cercano ora di prendere le distanze dal disegno di legge ugandese e da coloro che lo stanno promuovendo.
Probabilmente neanche loro credono nell'equità e nell'efficacia di una disposizione che metterà a repentaglio la libertà, quando non la vita stessa, di circa 500mila esseri umani. È questo il numero stimato di omosessuali in una terra che oggi conta 31 milioni di persone.

Antonio Marafioti

Parole chiave: Uganda
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Uganda