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La sinistra basca ha scelto: un processo negoziale in cui tutte le opzioni politiche siano presenti e possano parlare, con un coinvolgimento politico che deve avvenire senza nessun tipo di ingerenza armata, senza la presenza di violenza. Una decisione storica, anche perchè il documento, che domani sarà pubblicato nella sua interezza, dice espressamente che è proprio la scelta di vie esclusivamente pacifiche e democratiche che renderà possibile l'accumularsi di forze nella società per costruire una base solida che costringa lo Stato ad accettare il confronto. Nel documento si fa riferimento ai principi del senatore Mitchell, principi che furono l'elemento cardine per arrivare alla smilitarizzazione nel processo irlandese di pace di Stormont. La sinistra basca ha diffuso una sintesi del documento, che era molto atteso (Qui la versione in spagnolo). Seicento militanti della sinistra, in rappresentanza di oltre 270 cittadine e paesi in cui si è svolta la discussione, si sonio riuniti nelle Assemblee territoriali di Araba, Vizcaya, Guipuzkoa e Navarra.
Nello stesso documento si fa appello alla comunità internazionale perché accompagni questo processo. La nuova proposta di pace, illustrata dalla Sinistra basca ad Alsasua e contemporaneamente a Venezia è ora patrimonio di tutto il Movimento e si pone in maniera esplicita sul tavolo del governo Zapatero.
Angelo Miotto