15/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Un estratto delle dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti degli stati presenti alla conferenza Anme di Khartoum

Tabitha Boutros, Ministro della Salute, Sudan

Fino a pochi anni fa un centro di eccellenza in Africa era inimmaginabile. Ma oggi, anche grazie all'impegno del governo sudanese, il centro Salam è una realtà e un esempio per l'intera regione. E il fatto che oggi undici Paesi africani si siano riuniti per discutere un simile progetto dimostra come l'Africa stia crescendo. Il centro riceve pazienti fino dall'Iraq, e questa è un'enorme soddisfazione per le autorità di questo Paese. L'appoggio politico di tutti noi è estremamente importante oggi, perché grazie a questo potremo presentarci uniti di fronte ai donatori internazionali.

 

Foto di gruppo alla conferenza AnmeStephen Mallinga, Ministro della Salute, Uganda

Permettetemi di esprimere la mia gratitudine a quest'associazione, per lo splendido lavoro fatto in questi anni. Tutti i Paesi qui riuniti hanno beneficiato di questo centro di cardiochirurgia che fino a pochi anni fa in Africa ci saremmo potuti solo sognare. Questo dimostra che, con l'aiuto dei nostri amici stranieri, possiamo sconfiggere i grossi problemi sanitari di questo continente. In Uganda amiamo dire che, quando un vicino ti aiuta a seppellire un tuo caro, devi sollevare la bara in segno di responsabilità. L'estrema gratitudine che provo verso i nostri amici italiani non basta. Dobbiamo prenderci carico di questo progetto, sostenendolo tutti insieme per il nostro futuro.

 

Ali Sillaye Abdallah, Ispettore Generale dei Servizi Sanitari, Gibuti

"La creazione di un progetto medico di eccellenza in Africa è possibile, la nostra visita al Centro Salam lo dimostra. Senza il sostegno del governo sudanese e l'impegno prolungato e sostenuto di Emergency tutto questo non sarebbe stato possibile. Dobbiamo trarre una lezione da questo esempio, per capire che anche un progetto basato sui principi di eguaglianza, qualità e responsabilità sociale può rivaleggiare con le migliori strutture ospedaliere occidentali"

 

Kebede Worku, Ministro della Salute, Etiopia

Il mio Paese è uno tra quelli che hanno beneficiato maggiormente della creazione del centro Salam. Per questo oggi sono pronto a dire che l'Etiopia è farà la sua parte per la creazione dell'Anme (African Network of Medical Excellence), lavorando assieme agli altri governi africani per raccogliere i fondi necessari all'avvio di questo progetto.

 

Ghermai Tesfasellase, Direttore delle Relazioni Internazionali presso il Ministero della Sanità, Eritrea

Il lavoro di Emergency è stato fondamentale per il miglioramento della situazione sanitaria in Sudan. L'Eritrea è decisa a costruire un centro di riabilitazione sul suo territorio, perché siamo sicuri che una simile struttura potrebbe aiutare grandemente la regione. Quando sono arrivato qui avevo qualche dubbio sulla sostenibilità di un progetto del genere, ma dopo aver visitato il Salam ritengo l'Amne una delle iniziative mediche più significative degli ultimi anni in Africa.

 

Nalke Dorogo André, Ministro della Salute, Rep. Centrafricana

Nel 2007 il mio governo si impegnò per la costruzione di un centro pediatrico a Bangui gestito da Emergency, centro che ha visto la luce nell'aprile del 2009. Da allora i risultati sono eclatanti, con più di 70 bambini visitati al giorno. A Venezia nel 2008 abbiamo condiviso l'inizio di questa esperienza, ora è importante che i Paesi africani si stringano attorno a questo progetto, evitando di disperdere le energie e lavorando assieme per la raccolta dei fondi. La ricerca dei finanziamenti sarà fondamentale per la riuscita dell'Anme.

 

Gino Strada accoglie la delegazione congolese ai lavori dell'AnmeLokadi Otete Opetha, Segretario Generale presso il Ministero della Salute, Rep. Dem. Congo

Fino a poco tempo fa dubitavo che l'Africa sarebbe stata in grado di imbarcarsi in un progetto del genere, ma i successi di Emergency in Sudan ci impongono una riflessione. Non solo sulle nostre strutture ospedaliere e sulla necessità di creare dei centri regionali che beneficino tutti nonostante le limitate risorse finanziarie di molti di noi, ma anche sui benefici di un'iniziativa collettiva opposta ai singoli interessi nazionali. La cooperazione tra i nostri stati non potrà che far crescere la fiducia reciproca.

 

Asha Cumar, ginecologa, Somalia

Ci tengo a ringraziare Emergency a nome di tutti i somali, martoriati da una guerra civile che dura ormai da vent'anni. Nel nostro Paese conosciamo bene non solo la manca di medicine, macchinari e strutture ospedaliere, ma anche di un progetto sanitario a 360 gradi che segua il paziente dalle prime visite fino alla degenza. E' quello che avviene qui al centro Salam, dove molti dei miei connazionali sono stati curati.

 

Mamdouh Ali Mohamed, Consigliere Medico, Egitto

Grazie ad Emergency per l'impegno e l'energia profusi in questo progetto. L'Egitto non solo è pronto ad ospitare una delle strutture dell'Amne, ma è anche disposto a fare la propria parte in termini di sostegno economico, una volta che il progetto verrà avviato.

 

Hissein Djidda Kours, Chargé d'Affaires, Ciad

Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito alla creazione di un centro medico così di alta qualità, e ribadisco che il mio Paese è pronto a lavorare mano nella mano con gli altri stati africani per far decollare questo progetto.

Matteo Fagotto

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