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Ivette è una bella bambina sorridente, alta per la sua età, magra, con
bellissimi occhi verdi. Osserva con attenzione, nel soggiorno del
piccolo appartamento all’Avana, sua madre Olga che ricorda
quell'inferno iniziato il 12 settembre del 1998, verso le cinque di
mattina. Quando la polizia statunitense, informata sicuramente da una
spia, arresta Renè, suo marito, sulla base di accuse - la più leggera è
l'attività di spionaggio - che nel tempo si sono rivelate infondate.