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"Pronto polizia? Fottetevi le vostre sorelle".
Ogni mese il centralino telefonico della polizia di Giudea e Samaria, riceve circa 30 mila telefonate del genere da parte dei palestinesi. A rivelarlo, in un'intervista al Jerusalem Post, è stato Nir Carmeli, sovrintendente capo della sala di controllo della polizia del settimo distretto israeliano. "Senza uno screening preventivo - ha sostenuto Carmeli - riceveremmo dalle 90 alle 100 mila telefonate al mese. Spesso sentiamo gente maledire le nostre madri e le nostre sorelle. Altre volte chi chiama minaccia di farci saltare in aria o avvisa che sta per essere compiuto un attentato suicida. Quando ciò accade - ha continuato l'agente - trattiamo la chiamata come una minaccia reale e la passiamo all'Idf e allo Shin Bet. Dall'intelligence il caso raggiunge le forze di sicurezza che vengono prontamente allertate". Il responsabile del quartier generale di Mevaseret Adumim ha inoltre evidenziato le problematiche psicologiche per gli addetti al numero d'emergenza. "Ora gli operatori forniscono il loro nome solo dopo che il sistema identifica la chiamata come reale. Con tutte le minacce e le maledizioni che si sentono ripetere quotidianamente gli agenti rimangono scioccati e noi cerchiamo di formare il personale a non inveire a sua volta ma a riagganciare semplicemente". Infine Carmeli ha spiegato come vengono filtrate le chiamate per rendere più efficente il servizio. "La decisione dev'essere presa in pochi secondi, e il tempo è un elemento essenziale per fornire pronta assistenza quando è realmente necessaria. Una voce registrata mette in attesa l'utente ripetendo che è in corso la deviazione all'agente responsabile - ha svelato il sovrintendente capo - e se dall'altra pare sentiamo insulti il numero di telefono viene immediatamente registrato dal sistema e disabilitato per 21 giorni. Se dopo tale periodo di tempo il medesimo numero viene usato per lo stesso scopo allora non potrà più raggiungere i nostri operatori per oltre un mese. Infine, in seguito a casi di offese reiterate il numero viene disattivato permanentemente". Carmeli ha chiuso l'intervista specificando che "non c'è lo zampino di nessun colono dietro le chiamate. Queste vengono fatte dai palestinesi che continuano a maledirci sia in ebraico che in arabo".