19/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Grazie alle continue pressioni dei movimenti civici e ambientalisti, il governatore della stato di Baja California Sud ha scelto di impegnarsi a frenare il progetto di Vista Gold che prevede di deturpare una riserva di biosfera in nome dell'oro

"Lottiamo per proteggere la nostra Sierra La Laguna. È una riserva di biosfera riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità e la vogliono distruggere. Una miniera d'oro a cielo aperto, ecco cosa vogliono ricavare dal cuore del nostro paradiso, non curandosi del fatto che si tratti di un'attività altamente inquinante che metterà in pericolo l'intero ecosistema della regione. L'acqua sarà contaminata e la salute dell'uomo messa a rischio". Così Elena Moreno, del gruppo ecologista Agua vale más que oro, ci aveva raccontato poche settimane fa lo spettro che aleggia sulla regione messicana dove sorge il pueblo mágico Todos Santos, municipio La Paz, stato di Baja California Sud. La compagnia Paredones Amarillos, sussidiaria della statunitense Vista Gold, stava procedendo di gran carriera, e la strada verso quel goloso giacimento di oro sembrava spianata. Ma adesso qualcosa è cambiato, e questa via è diventata quanto meno accidentata.


Il governatore di Baja California Sud, Narciso Agúndez, si è impegnato a gestire il retro front del progetto che puntava dritto dritto a violentare nell'animo la Riserva della Biosfera Sierra de la Laguna. Le pressioni, le manifestazioni, le raccolte di firme, le notti insonni dei cittadini riuniti in vari movimenti ambientalisti hanno fatto centro. Dopo un colloquio tète à tète con Agúndez, il rappresentante del comitato di cittadini, Ariel Ruiz, ha potuto finalmente dire che il governatore ha riconosciuto e condiviso la preoccupazione che agitava gli abitanti di questo paradiso. E ha ammesso che la miniera d'oro a cielo aperto, prevista nella località El Rosario, avrebbe avuto un impatto sociale e ambientale devastante. Il rischio di contaminazione delle falde acquifere è infatti altissimo, e se si considera che la regione è la più arida del Messico, i conti son presto fatti: sciagura senza ritorno. Così, Agúndez ha scelto da che parte stare e immediatamente si è mosso per convincere la Segreteria dell'ambiente e delle risorse naturali a bloccare ogni velleità di sfruttamento.


A dar man forte al governatore ci saranno le tremila firme raccolte nelle comunità coinvolte in questo mega progetto, come quelle di El Pescadero e Todos Santos, zone che dipendono direttamente dalle acque della Riserva. "Siamo molto preoccupati - ha ribadito il rappresentante dell'agguerrita organizzazione in difesa dell'ambiente - perché gli svantaggi che provocherebbe la miniera sono molti di più dei benefici. Un'intera regione ne sarebbe coinvolta e sconvolta". In particolare il popolo magico Todos Santos, che vive di solo turismo e dove ogni abitante è quindi contrario e arrabbiato, perché la miniera li rovinerebbe per sempre.

Stella Spinelli

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