11/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo di Rafael Correa ha dato il via libera alla produzione di farmaci antiretrovirali, in deroga ai diritti di brevetto delle multinazionali in Ecuador

Scritto per noi da
Alessandro Ingaria

 

A partire da quest'anno i lavoratori farmaceutici dell'Ecuador potranno produrre qualsiasi dei 2.214 medicinali tutelati da diritto di brevetto depositato dalle multinazionali. L'autorizzazione è stata rilasciata dall'Istituto Ecuadoriano di Proprietà Intellettuale (IEPI) in esecuzione del Decreto 118 emanato il 23 ottobre 2009 del presidente Rafael Correa. Il decreto conteneva la facoltà di concedere licenze obbligatorie su brevetti di farmaci ad uso umano che siano necessari per il trattamento di malattie. Esclusi quindi cosmetici, prodotti estetici e da bagno. Tecnicamente, ogni laboratorio che riterrà necessario produrre farmaci in deroga ai brevetti delle multinazionali dovrà richiedere un'autorizzazione all'IEPI che a sua volta inoltrerà domanda al Ministero della salute pubblica. Il ministero, valutata la necessità di realizzare sul territorio nazionale il prodotto per curare una malattia, concederà una licenza obbligatoria e stabilirà la cifra che il laboratorio nazionale dovrà pagare alla multinazionale. Cifra che dovrà essere collocata tra il 4 percento e il 10 percento dell'utile in virtù del prezzo finale. Le prime reazioni da parte dell'Associazione dei Laboratori Farmaceutici dell'Ecuador (ALFE) sottolineano che di tale provvedimento beneficeranno i pazienti, grazie alla riduzione dei prezzi dei medicinali, aumentando l'accesso alla salute del popolo ecuadoriano. Potranno essere prodotti farmaci antiretrovirali contro l'Aids, contro il cancro e prodotti complementari per le terapie di queste malattie. Per comprendere gli effetti concreti di questo provvedimento basta pensare che un farmaco come il Combivir, un medicinale che evita la moltiplicazione del virus Hiv nell'organismo, prodotto dalla multinazionale Glaxo, potrebbe passare da 375 dollari a circa 60 dollari, in un paese in cui il costo delle medicine è quasi totalmente a carico del paziente. Sino ad ora la Glaxo ha sempre negato la licenza di produzione alle richieste dei laboratori ecuadoriani, ma con questo provvedimento potrà essere concessa d'imperio dal Ministero della Salute. Gli antiretrovirali per il trattamento dell'Aids saranno probabilmente i primi di cui verrà richiesta licenza obbligatoria. In Ecuador ci sono più di 4.000 malati che necessitano questi farmaci ma non sono nelle condizioni economiche di poter provvedere. Secondo il sottosegretario alla Protezione Sociale con questo decreto si incentiverà l'industria farmaceutica nazionale, che ad oggi rappresenta solo il 15 percento del mercato, essendo il restante 85 percento in mano alle multinazionali del settore. In un comunicato i rappresentanti della Industria Farmacéutica hanno riferito di accettare democraticamente la decisione del governo.


Anche il Brasile sta valutando la possibilità di derogare i brevetti farmaceutici in mano alle multinazionali statunitensi, in relazione alle dispute commerciali tra i due paesi e in risposta alle dichiarazioni dell'ambasciatore nordamericano a Brasilia, Thomas Shannon, in merito all'applicazioni di sanzioni economiche contro il governo verdeoro. Fonti del governo hanno riferito che il Brasile potrebbe sospendere il pagamento dei diritti di proprietà intellettuale a laboratori nordamericani per una cifra prossima a 300 milioni di dollari. In un documento elaborato dai tecnici del governo si raccomanda di sospendere i brevetti dei farmaci detenuti dalle multinazionali, soprattutto nel caso di medicinali destinati ai malati di Aids. Questo documento sarà analizzato la settimana prossima dai competenti organismi ministeriali brasiliani.

Parole chiave: ecuador, brevetti, brasile
Categoria: Diritti, Salute
Luogo: Ecuador