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Un vecchio deposito
delle ferrovie è stato occupato e trasformato in una cittadella. In
un'area del complesso, abitata da sudanesi, la vita scorre tra
incertezze e silenzi. Mentre lontana la guerra devasta il loro Paese
questi uomini cercano di costruire il presente
Due piani open space, senza muri e divisori, nei quali centinaia di
persone hanno ricavato piccole stanze. Chi con pannelli di legno, chi
con materiale di risulta, chi con quello che ha trovato. È pulito
l’Hotel Africa, bazar di tutto quanto la città butta via e può esser
riciclato. Poltrone, frigoriferi, cucine, manifesti pubblicitari
utilizzati per render più vivace l’ambiente. La sua destinazione
originaria non prevedeva la necessità di finestre, così l’interno dei
palazzi è buio, umido e freddo. Qui e lì scritte in arabo, volantini
che informano su quello che accade, comunicati. Non c’è luce, l’acqua
arriva per qualche misterioso marchingegno inventato chissà da chi.