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Edison Kurani è il direttore di Koha Jone, la testata albanese fondata nel maggio del 1991. In poco tempo il quotidiano ha saputo imporsi nel panorama dell'informazione come giornale di riferimento. Al direttore Kurani, PeaceReporter ha posto delle domande per una diretta percezione della situazione politica in riferimento alla questione delle vittime del regime comunista sgretolatosi nel 1991.
Ci può confermare il ritrovamento di resti umani in una fossa comune nei pressi di Tirana?
Vi posso confermare che nel luogo di Dajti, una montagna nei pressi di Tirana sono stati trovati gli scheletri e i resti umani di 19 persone.
Il ritrovamento è stato fatto da un cittadino privato, figlio di una vittima. Il governo lo ha supportato nelle ricerche?
Negli ultimi mesi diverse persone hanno cominciato a fare delle ricerche ai piedi della montagna di Dajti, per trovare i resti dei famigliari che sono spariti durante il regime comunista. Per essere chiaro, le ricerche, finora, si sono svolte completamente a spese dei privati, senza alcun sostegno dello Stato.
Un altro caso che è stato pubblicato dalla stampa si riferiva alle ricerche di Nicolin Kurti il nipote del prete Shtjefen Kurti.
Noi abbiamo parlato con Nicolin: ci ha raccontato di aver trovato diversi resti umani intorno al monte Dajti e con il sostegno finanziario della chiesa cattolica italiana - che aiuta quella albanese -, ha portato in Francia i reperti per sottoporli al test del Dna. Le sue speranze, finora, sono rimaste vane. Gli ultimi resti ritrovati non sono stati ancora identificati. Il vice direttore dell'Istituto di Medicina Legale, Admir Sinamati ci ha detto che tra le vittime c'è anche una donna. Secondo i primi riscontri, il dottor Sinamati ritiene probabile che gli scheletri e i resti umani ritrovati a Qerret, sul monte Dajti, siano stati uccisi in un altro luogo e successivamente trasportati lì per essere sepolti. Le vittime sarebbero state giustiziate in tempi diversi, circa 30, 40 anni fa in un periodo che oscilla tra il 1970 e il 1975.
Quali sono state le reazioni nel mondo politico?
Oggi stesso (ndr, ieri per chi legge), il capo del governo Sali Berisha ha deciso di creare una task force per eseguire ricerche non solo sul monte Dajti ma in ogni località d'Albania dove si sospetta siano stati giustiziati gli oppositori del regime comunista. Inoltre, a nome del governo ha assunto l'impegno di risarcire i privati per tutte le spese sostenute finora.
Ma il mondo politico non ha mancato di fare polemica anche su questo argomento: il Partito Democratico di Berisha ritiene necessario stabilire una "giornata della memoria" per ricordare le vittime del comunismo. La data proposta, il 29 novembre, ha incontrato tuttavia le resistenze della Destra poiché coinciderebbe con le celebrazioni per la liberazione dall'occupazione nazi-fascista. La Sinistra non ha ancora fatto dichiarazioni in merito, mentre il Movimento Socialista per l'Integrazione (Lsi) del vice Primo Ministro Ilir Meta, ha apertamente criticato questa proposta: Luan Rama, membro dell' Lsi, sostiene che "il 29 Novembre non dovrà cambiare senso perché rappresenta un punto importante nella storia antifascista del popolo albanese che ha dato un grande contributo per sconfiggere il nazifascismo".
Martedì scorso, la Corte costituzionale ha annullato, se ho ben capito, una legge che avrebbe permesso di fare luce sul passato regime e che era stata varata dal governo guidato da Sali Berisha. Può dirmi qualcosa in più sulla questione?
La Corte Costituzionale ha annullato la legge di Lustrazione che avrebbe consentito la "purificazione" dei politici e dei funzionari di Stato che accettavano di condannare e di dichiararsi estranei al periodo della dittatura. La Sinistra si era pronunciata contro quella legge, mentre la Destra ha accusato i giudici della Corte Costituzionale di essere investiti da un grande conflitto d'interessi perché essi stessi avrebbero esercitato le loro funzioni anche durante il regime comunista. Sali Berisha e altri deputati della maggioranza hanno accusato alcuni giudici, per esempio l'ex presidente del Corte Costituzionale, di aver firmato le esecuzioni di persone innocenti oppositrici del regime.
Verranno mai processati i responsabili delle esecuzioni sommarie?
Il governo finora non si è espresso sull'argomento. Ma Berisha ha annunciato che presto verrà formata una commissione speciale d'inchiesta per indagare sui crimini del regime. La commissione non avrà competenze per condannare le persone coinvolte, ma avrà il diritto di depositare in tribunale, tutti i materiali e le prove che saranno raccolte.
Nicola Sessa