10/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



All’indomani dell’arrivo del violento uragano Galifo nel nord del Paese
Antalaha dopo l'uragano GalifoI pescatori devono averlo intravisto all’alba in lontananza, mentre zigzagava sulla sottile, impercettibile linea che divide mare e cielo all’orizzonte. Un immenso ciclone, proveniente dalle superfici meridionali dell’Oceano Indiano a una velocità che sfiorava i duecento chilometri all’ora.

Nella mattinata di domenica Galifo, questo il nome del turbine venuto dal nulla, era già alle porte delle capanne sulle spiagge, con tutta la sua furia. Poche ore, e le regioni del Madagascar nord-orientale presentavano uno scenario apocalittico: villaggi spazzati via, case distrutte, alberi e pali della luce sradicati e migliaia di persone tagliate fuori dal resto del mondo.

Oggi, a tre giorni dalla catastrofe, dalle aree attorno a Antsiranana, Antalaha, Mahajunga, Sambava e Moroantsetra, le città maggiormente colpite dall’orda di venti assassini, rimane un inquietante silenzio. Le poche, sporadiche notizie parlano di oltre cento morti, decine di dispersi e tra le cinquanta e le centomila persone rimaste senza tetto.

Uragano Galifo Lunedì pomeriggio, il porto di Mahajunga brulicava di persone in attesa dell’arrivo dei parenti sul battello Samson, partito lunedì dalle vicine isole Comoro. Non è mai giunto a destinazione.

Le linee telefoniche sono interrotte, così come quelle elettriche. Le tubature dell’acqua hanno subito gravi danni e gli aiuti tardano ad arrivare, molte aree sono isolate e inaccessibili ai soccorsi medici. Il governo malgascio ha rivolto un appello alla comunità internazionale perché presti aiuto al già disastrato Paese africano, incapace di gestire la catastrofe provocata dal più violento uragano degli ultimi dieci anni. E’ stato il Presidente francese, Jaques Chirac, a rispondere per primo all’appello, promettendo l’invio immediato di aiuti umanitari all’ex colonia australe.

Nonostante non si abbia ancora un bilancio definitivo dell’accaduto, membri del personale governativo e delle organizzazioni umanitarie si stanno recando nel nord per fare una stima dei danni e un quadro della situazione. Molti di loro hanno ancora negli occhi il ciclone Hudah di quattro anni fa.

Nella notte tra ieri e oggi l’incubo venuto dal mare è tornato. Questa volta l’uragano è rientrato dal Canale del Mozambico per colpire le regioni sud-orientali di Toliara e Fiaranarantsoa, dove – ironia della sorte – non piove da mesi.

Pablo Trincia 
Categoria: Ambiente
Luogo: Madagascar