09/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Ma era solo un video manipolato

Il 9 febbraio abbiamo pubblicato la seguente notizia...

Gran brutta figura dell'esercito rumeno. Secondo un telegiornale sudamericano, infatti, i militari di Bucarest avrebbero inviato un ingente quantitativo di aiuti umanitari e di soldati del corpo di fanteria non ad Haiti, sfortunato paese caraibico colpito dal violento terremoto del 12 gennaio scorso, ma a Tahiti la più grande e popolosa isola della Polinesia Francese.
Una volta giunti a Tahiti i soldati rumeni sono stati accolti da sorrisi di scherno e scherzi da parte della popolazione locale.
Il ministro della Difesa rumeno ha tentato di scusarsi dicendo che Tahiti e Haiti hanno nomi simili e per questo ci sarebbe stato l'errore. Sarà vero?

 

Guarda il video

 

due giorni dopo...


Il video che mostra lo sbarco di forze militari e viveri rumeni a Tahiti, invece che ad Haiti, era un abile fotomontaggio. Anzi un video montaggio che a noi è arrivato dalla Colombia, ma che è circolato e ha colpito numerosi giornali on line rumeni e russi. Da lì la forma dubitativa che avevamo messo alla fine della notizia in breve: "Sarà vero?" ci domandavamo. E per quello avevamo anche messo la fonte della notizia davvero incredibile, quel video che è stato frutto, come dicevamo, di manipolazione.
La paternità della bufala, in rete, viene attribuita a un sito rumeno, mentre il logo della televisione, il lancio della giornalista a prima vista sono del tutto in linea con gli standard tradizionali. La notizia - che ha provocato curiosità, ilarità, stupore e sicuramente tanti dubbi - non era una notizia. Ma lo è diventata. E c'è un lato interessante in questo. Anzi, ve ne sono due. Il primo è un messaggio chiaro sulle notizie che appaiono e sono cliccate in rete: la curiosità del primate che è in noi fa della bufala una delle notizie più visitate. La seconda considerazione è di natura faceta.
In fondo, e non è del tutto una freddura, gli ordini non si discutono e le divise sarebbero anche capaci di obbedire fino all'ultimo ordine più strampalato.
Ricordiamo un bellissimo libro della casa editrice basca Txalaparta, "L'intelligenza militare".
Il libro era composto da pagine bianche, completamente intonse.
Era Haiti e non Tahiti, quindi. I più attenti l'avranno capito subito, ma il gioco di una sana curiosità ilare valeva senza dubbio vederla pubblicata (sempre con il dubbio finale e il punto di domanda).
Pare che il ministro della difesa rumeno, cui era stata attribuita la frase sulla somiglianza dei nomi geografici come scusante dell'errore, se la sia presa e tanto. Almeno la smentita è arrivata in pieno giovedì grasso...

a.m.

Categoria: Guerra, Ambiente
Luogo: Romania