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Il segno che l'incontro non sarebbe stato come quelli che l'hanno preceduto negli anni scorsi lo ha dato il presidente sudanese, Hassan Omar al Bashir, andando personalmente ad accogliere all'aeroporto di Khartoum il suo omologo ciadiano, Idriss Deby. La due giorni di meeting tra i due ex-nemici, che fino a pochi mesi fa si lanciavano reciproche accuse di destabilizzazione, potrebbe portare ottimi frutti. Primo fra tutti la fine del conflitto in Darfur.
Il primo risultato del vertice di Khartoum, su cui entrambe le amministrazioni ripongono molte speranze, dovrebbe essere l'avvio delle pattuglie miste per controllare la porosa frontiera tra i due Paesi, negli ultimi anni più volte attraversata sia dai ribelli darfurini che dai militanti ciadiani che hanno tentato due falliti assalti alla capitale N'Djamena, nella vana speranza di rovesciare il presidente Deby. Gli accordi prevedono lo stanziamento di una forza di tremila uomini, equamente divisi tra i due eserciti, per ridurre i movimenti dei gruppi armati presenti nella regione.
Ma il frutto più importante dei colloqui è sicuramente il sostegno che il presidente Deby ha promesso in occasione degli accordi di pace di Doha, che vedranno il governo di Khartoum e diversi gruppi ribelli darfurini sedersi al tavolo delle trattative. Negli scorsi anni il presidente ciadiano fu più volte accusato dal Sudan di fornire supporto logistico e rifugio ai gruppi armati sudanesi, contribuendo a prolungare una guerra scoppiata sette anni fa e costata la vita ad almeno 300.000 persone, secondo le stime delle Nazioni Unite. La stessa tattica che, secondo Deby, Khartoum avrebbe utilizzato per tentare di rovesciare la sua presidenza, in una guerra per procura che negli ultimi anni ha molto contribuito a destabilizzare la regione.
A contribuire a questo accordo che potrebbe diventare storico, a differenza dei trattati siglati negli ultimi anni dai due Paesi e mai rispettati, ha sicuramente concorso la rinnovata volontà politica, da parte del governo e sudanese e di alcuni gruppi ribelli, di porre fine al conflitto in Darfur. A questo scopo stanno infatti proseguendo i colloqui preliminari tra i diversi gruppi ribelli, frazionatisi negli ultimi anni, operanti nella regione occidentale del Sudan. In cambio, Deby potrà rafforzare ulteriormente la propria posizione interna ed internazionale, apparsa molto instabile negli ultimi anni quando solo il provvidenziale intervento dell'aviazione francese impedì ai ribelli ciadiani, stanziati nella parte orientale del Paese, di prendere il controllo di N'Djamena. Ieri, Deby è tornato sull'argomento ricordando come "la guerra non abbia mai risolto nulla". Una tacita ammissione che potrebbe veramente segnare una nuova era nei rapporti tra i due ex rivali.
Matteo Fagotto