08/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Si stringono le maglie per gli immigrati che fanno richiesta di permesso per motivi di studio

Appena una settimana dopo la sospensione temporanea dei permessi per motivi di studio a studenti provenienti da India, Bangladesh e Nepal, il governo britannico ha annunciato una serie di ulteriori restrizioni sugli studenti exra-europei.

I provvedimenti allo studio, concepiti a distanza di poche settimane dal tentativo di attentato da parte di un giovane nigeriano su un volo per Detroit, e in vista delle prossime elezioni generali di maggio, verranno applicati anche a tutti i richiedenti provenienti dagli Stati Uniti d'America. Tra le nuove misure, il requisito di un livello di inglese piu' elevato rispetto ai correnti standard, il dimezzamento delle ore in cui e' consentito agli studenti lavorare (da 20 a 10, onde evitare che il permesso di studio sia un'escamotage per entrare in Gran Bretagna per lavorare), l'impossibilita', per chi segue corsi minori di sei mesi, di portare con se' parenti, e il divieto di lavorare agli stessi parenti di studenti che fanno domanda per corsi che non portano alla laurea. Inoltre, istituti e universita' verranno monitorati piu' severamente per evitare che i permessi vengano concessi anche da piccole realta' non qualificate.

L'annuncio delle nuove misure giunge a sorpresa, a soli sette mesi dall'introduzione del sistema di immigrazione a punti, e rappresenta l'estremo tentativo dei Labour di presentarsi alle elezioni con un programma sull'immigrazione in grado di sostenere il fuoco di fila dei conservatori. Il ministro degli Interni, Alan Johnson, ha detto alla Bbc che "negli anni scorsi sono stati chiusi 200 college fasulli" e che nel 2001 il Regno Unito avra' "il piu' sofisticato sistema al mondo per controllare che non solo gli immigrati che entrano, ma anche quelli che se ne vanno al termine del loro periodo di studio".

Per le universita' britanniche, i cui budget hanno subito una forte contrazione negli anni della crisi, gli studenti stranieri rappresentano una fondamentale fonte di reddito. Da qui le preoccupazioni delle amministrazioni accademiche, che temono che il filtro anti-immigrazione possa intaccare le entrate provenienti dalle rette, che si aggirano tra i 6 e gli 8 miliardi di euro. Nell'anno accademico 2008-2009 sono stati rilasciati 240mila permessi per motivi di studio. Rappresentano un terzo del totale britannico. La rapida crescita dell'immigrazione, e il peso sui servizi pubblici, dalla sanita' al welfare, rappresentera' uno dei punti caldi nel dibattito pre-elettorale. Il partito di Gordon Brown e' stato fatto oggetto di numerose critiche da parte dei conservatori, e dovra' difendere scelte politiche sull'immigrazione che hanno portato nel Paese tre milioni di immigrati, dal 1997 ad oggi.

 

Luca Galassi

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