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Il redivivo Viktor Yanukovich, presidente spodestato - per brogli - nel 2004, si e' preso la sua rivincita vincendo le elezioni presidenziali ucraine. Almeno stando agli exit poll, che lo danno in vantaggio sulla filo-occidentale Yulia Timoshenko con il 48,7 percento dei voti, contro il 45,5 percento della rivale. L'ex leader, in coppia con Viktor Yushenko, della Rivoluzione Arancione, ha immediatamente denunciato brogli, non riconoscendo la vittoria di Yanukovich. Secondo il vicepremier Oleksander Turchynov "la distanza tra i due candidati negli exit poll rientra nel margine di errore. Dobbiamo attendere i risultati ufficiali comunicati dalla Commissione elettorale".
Yanukovich, 59 anni, spazzato via dalla Rivoluzione arancione nel 2004, ha esultato promettendo una serie di riforme economiche "per superare le conseguenze della crisi". Se i risultati finali confermeranno gli exit poll per Yanukovich sara' una grande rivincita e significhera' che l'Ucraina, delusa dalle promesse della rivoluzione arancione, ha scelto la sicurezza dell'amicizia e soprattutto del gas russo. Yanukovich ha annunciato "l'apertura di una nuova pagina nella storia del Paese" nella quale, ha detto, "cerchero' di meritare la vostra fiducia. Queste elezioni hanno aperto nuove possibilita' per realizzare le riforme necessarie per superare le conseguenze della crisi". Con tono ecumenico Yanukovich ha promesso che sara' il presidente di tutti e ha chiarito che "non dobbiamo cercare nemici in politica, i nostri nemici sono poverta' corruzione e mancanza di responsabilita'". Ciononostante, nelle sue prime dichiarazioni da presidente in pectore, ha intimato alla rivale di dimettersi da Primo ministro. Invito che la Tymoshenko ha rifiutato. La pasionaria di Kiev aveva infatti annunciato che in caso di vittoria con uno scarto minimo da parte del Partito delle Regioni di Yanukovich, avrebbe fatto ricorso alla Corte Suprema o avrebbe portato i suoi in piazza. "Lotteremo per ogni voto, in ogni seggio", ha detto la Tymoshenko, in attesa di un pronunciamento definitivo, stamani, della Commissione elettorale centrale. Si profila cosi' un nuovo ricorso alla mobilitazione popolare, anche se il Primo ministro uscente non potra' contare sull'appoggio di Yushchenko, che ha piu' volte attaccato la ex 'compagna di viaggio' durante la campagna elettorale.
Il grande sconfitto di queste elezioni e' proprio il leader della rivolta del 2004, il presidente uscente filo-occidentale Viktor Yushenko. Dopo cinque anni turbolenti, fatti di scontri con la sua ex alleata Tymoshenko, e ripetute crisi con Mosca che ha progressivamente posto fine al regime di favore con cui Kiev pagava il gas, Yushenko e' stato sconfitto gia' al primo turno del 17 gennaio scorso.
Intanto, il segretario della circoscrizione elettorale della regione di Ivano Frankivisk, rappresentante del partito di Tymoshenko e' stato trovato morto in circostanze non chiarite. Le urne sono state trovate aperte e alcune schede risultavano mancanti. Alcuni casi di violazione delle leggi elettorali nazionali si sono registrati nelle regioni di Ternopil e Luhansk.
Luca Galassi