
Il 29 marzo, un gruppo di studenti di Bassora, ragazzi e ragazze, è stato aggredito
da militanti legati al leader sciita Moqtada al Sadr: sono stati sorpresi in atteggiamenti
“immorali” mentre facevano un pic nic ascoltando della musica. Gli assalitori
hanno picchiato pesantemente i ragazzi, mandandone 15 all'ospedale, e hanno rasato
i capelli di una delle ragazze in segno di punizione.
Gli studenti, della facoltà di ingegneria dell’università di Bassora, erano disarmati;
e diversi testimoni hanno riferito che durante l'aggressione vi erano nei pressi
sia truppe britanniche che pattuglie di polizia irachena che non sono intervenute.
Gli aggressori, parte del' esercito del Mahdi, erano armati, hanno distrutto materiali
didattici, telefonini, macchine fotografiche e stereo, poi hanno iniziato ad aggredire
le studentesse. Un giovane universitario è stato gravemente ferito per aver difeso
una di loro, venti altri sono stati sequestrati, portati negli uffici di al Sadr
ad al Tuwaisa per essere interrogati e poi rilasciati in tarda notte.

L'episodio è un sintomo di come il clima sociale, in diverse parti dell'Iraq,
stia cambiando. Diversi distretti del Paese sono amministrati da consigli a prevalenza
sciita, tra questi, i più vicini alle posizioni degli ayatollah non hanno esitato
a fare pressioni per islamizzare la vita della gente, chiudendo le rivendite di
alcolici e imponendo alle donne l'uso del velo. Sono sempre più numerose le denunce
da parte di studentesse universitarie vittime dell'intransigenza dei colleghi
appartenenti a gruppi religiosi. In seguito all’episodio, le organizzazioni degli
studenti di Bassora, supportate dalla federazione dei lavoratori iracheni (FWCUI
), hanno iniziato una serie di manifestazioni e scioperi ad oltranza nella sede
dell’ateneo - che è stato a lungo circondato dalle milizie di al Sadr e dalla
Guardia Nazionale - e di fronte al palazzo del governatorato di Bassora. Presso
la sede dell'amministrazione locale hanno intonato slogan che dicevano “No all'islam
politico!”, ma questo ha provocato la polizia, che ha ripetutamente tentato di
disperdere i dimostranti con violente cariche. Al Sadr e altri leader tribali
della zona accusano gli studenti liberali di avere offeso l’islam e si arrogano
il diritto alla repressione, mentre gli studenti accusano le bande sciite di essere
spalleggiate da agenti di sicurezza iraniani, che vogliono negare agli iracheni
libertà e diritti.

I movimenti studenteschi, che sono scesi in piazza insieme a una larga parte
della popolazione di Bassora, chiedevano una netta separazione tra religione e
le istituzioni pubbliche come stato ed educazione; vogliono libertà di associazione
e di manifestazione. I dimostranti chiedono anche l’interdizione delle rappresentanze
politiche dai campus universitari e che i responsabili degli attacchi vengano
portati in giudizio, sottolineando la denuncia anche nei confronti delle autorità
britanniche, responsabili, a loro avviso, di avere ignorato le violenze perpetrate
nella provincia dalle milizie sciite. Nei giorni scorsi, in solidarietà con la
seconda settimana di scioperi degli studenti di Bassora, ci sono state manifestazioni
anche a Baghdad, ad Erbil e a Suleimaniya, dove ci sono stati quattro feriti.
La federazione dei lavoratori iracheni ha espresso la propria preoccupazione ed
ha organizzato una campagna internazionale di solidarietà con gli studenti di
Bassora, per una educazione libera e laica. Con un comunicato stampa, Aso Jabbar
e Houzan Mahmoud, rappresentati all’estero della FWCUI, hanno espresso la loro
condanna contro “la posizione passiva delle autorità irachene”, aggiungendo di
ritenere “le forze di occupazione responsabili del deterioramento della sicurezza
che ha permesso alle milizie armate di mettere in pratica le loro politiche reazionarie
di mantenimento dell’ordine contro gli iracheni, di limitare le loro libertà e
di violare i loro diritti fondamentali.”
Il 20 marzo, il governatore di Bassora è apparso in televisione dichiarando che
i problemi sorti con le milizie di Sadr erano stati risolti pacificamente, che
lo stesso Moqtada aveva acconsentito all'istituzione di una corte speciale per
giudicare i gruppi aggressori e che gli studenti sarebbero stati compensati delle
perdite e delle ferite. Non si è fatto riferimento ad una corte, è stato piuttosto
frutto di un concilio di tipo tribale in cui gli accusati hanno accettato di auto-giudicarsi
e auto-punirsi. Curiosamente dunque, la contesa è stata risolta a livello para-legale,
forse perché il pomo della discordia, tra gli iracheni liberali e le milizie del
Mahdi, è proprio la natura della legislazione. Ma ancor più curiosamente, per
dimostrare la propria “buona fede” e ribadire il proprio ruolo di potere locale,
gli ufficiali di al Sadr a Bassora si sono proposti, agli studenti delle università
cittadine, per proteggerli durante le future scampagnate.