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In seguito alle pressioni di Washington, il governo di Baghdad ha revocato il divieto imposto a circa 500 candidati di partecipare alle prossime elezioni legislative irachene, previste per il 7 marzo.
Si tratta in prevalenza di esponenti sunniti, sospettati di legami con il deposto partito Baath. Hamdiya al-Husseini, membro della Commissione elettorale irachena ha affermato: "I loro presunti legami con il Baath verranno esaminati dopo le consultazioni. Se poi qualcuno di loro venisse eletto, non potranno occupare il proprio seggo sino a quando l'inchiesta nei loro confronti non verrà conclusa escludendo delle responsabilità". Secondo diversi osservagtori, gli Usa stiano riorientando la propria politica irachena, rivolgendosi con maggiore fiducia alle forze sunnite e curde che non agli sciiti.