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A Reggio Calabria la squadra mobile ha eseguito 67 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei componenti di un'organizzazione criminale con l'accusa di favoreggiamento e gestione dell'immigrazione clandestina. Si tratta di trentadue calabresi, appartenenti alle cosche Cordi del boss di Locri e di Iamonte, e di trentacinque stranieri, tra pachistani e indiani.
Gli immigrati, principalmente provenienti da India e Pakistan, giungevano in Italia grazie all'intervento delle cosche. Erano sempre queste a organizzare il trasferimento dei migranti nelle varie regioni per il ricongiungimento coi familiari o avere accesso ad occasioni di lavoro. Il flusso di braccianti a costo zero andava ad ingrossare le fila del lavoro nero.
Il meccanismo, oliato dal 2003, chiedeva per ogni immigrato quindicimila euro e godeva della complicità di sindacalisti, mediatori culturali, imprenditori e funzionari dell'Ispettorato. La sede dell'organizzazione era a Reggio Calabria, ma gli arresti sono avvenuti in diverse città, quali Milano, Macerata, Siena, Brescia, Crema, Potenza, Piacenza e Avellino.