Scritto per noi da
Daniel Balditarra*
Giovanni Paolo II si sta congedando da questo tempo segnato da rapide trasformazioni
e mutamenti, tempo di internet, di bioetica, un mondo governato dall’economia
di mercato. Senza dubbio è stato l’uomo di Chiesa più mediatico dell’ultimo ventennio,
il Papa dei giovani, dei grandi raduni mondiali, il Pontefice che ha contribuito
alla caduta del muro di Berlino, ma che allo stesso tempo ha rinunciato, in modo
coraggioso, alla filosofia di un capitalismo selvaggio a cui importa più lo sviluppo
del mercato che la dignità della persona umana.
Ricordo ancora, nel 1982, in Argentina, durante il conflitto delle Faulkland,
quando invitava noi giovani a unire le nostre mani per costruire una catena più
forte dell’odio e della guerra. Lo vedo ancora tra i minatori della Bolivia mentre
prendeva la difesa dei più deboli ed emarginati. Come dimenticare la sua voce
(quasi solitaria) supplicare la pace per l’Iraq?
Ho visto, oggi a mezzogiorno, nella cappella della nostra Università
Cattolica, gli occhi dei ragazzi che guardavano il cuore di Cristo e
invocavano la salute per l’amico. In questo tempo senza leader,
fatto di uomini appiattiti negli affari, nel calcolo delle professioni
esercitate senza passione e sentimento, il Papa morente rappresenta,
per la nostra gioventù, un punto di riferimento, una figura carismatica
capace di attirare a sè gli occhi, a volte insicuri e disorientati, dei
nostri ragazzi.
Dopo di lui, nella Chiesa rimarrà un grande vuoto, un grande spazio da riempire.
Come latinoamericano mi piacerebbe che lo sguardo dello Spirito Santo si orientasse
verso il nostro giovane continente dove vivono più di seicento milioni di cattolici,
una Chiesa giovane, con tanti progetti nella cultura e nel sociale, che prega
con forza Gesù Cristo e parla lo spagnolo e il portoghese.
Sono 22 i Cardinali latinoamericani con possibilità di essere eletti alla sedia
del pescatore. Forse inizia il momento in cui la vecchia Europa si fidi del continente
della speranza, del vasto territorio compreso fra il Messico e la Terra del Fuoco,
dove esistono ancora spazi infiniti dove poter vedere salire il sole e spegnersi
la luce al tramonto e dove si crede ancora, con convinzione, che un mondo nuovo
è possibile. L’America latina è la terra dei sogni dove è possibile un nuovo umanesimo
cristiano.
Dopo la Chiesa dell’est di questo Papa innamorato di Cristo e di Maria esprimo
il desiderio che soffi il vento del sud, penso al Cardinale Jorge Bergoglio, pastore
della malinconica Buenos Aires. All’Arcivescovo di San Cristobal dell’Avana, Jaime
Ortega, a Oscar Madariaga, in contatto con la realtà centro americana nella terra
di Honduras. Un tempo di azione e di grazie per la Chiesa cattolica. Grazie per
Giovanni Paolo II, per il suo coraggio nel portare senza vergogna la Croce del
Signore in questo tempo di immagine e di maschera. Grazie nel chiedere allo Spirito
Santo di guardare il futuro, riponendo, forse, la speranza in quel continente
“desaparecido” povero e generoso, capace di donare al mondo i suoi figli migliori.