01/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Una riflessione di Daniel Osvaldo Balditarra
Scritto per noi da
Daniel Balditarra*
 
Il Papa in MessicoGiovanni Paolo II si sta congedando da questo tempo segnato da rapide trasformazioni e mutamenti, tempo di internet, di bioetica, un mondo governato dall’economia di mercato. Senza dubbio è stato l’uomo di Chiesa più mediatico dell’ultimo ventennio, il Papa dei giovani, dei grandi raduni mondiali, il Pontefice che ha contribuito alla caduta del muro di Berlino, ma che allo stesso tempo ha rinunciato, in modo coraggioso, alla filosofia di un capitalismo selvaggio a cui importa più lo sviluppo del mercato che la dignità della persona umana.
Ricordo ancora, nel 1982, in Argentina, durante il conflitto delle Faulkland, quando invitava noi giovani a unire le nostre mani per costruire una catena più forte dell’odio e della guerra. Lo vedo ancora tra i minatori della Bolivia mentre prendeva la difesa dei più deboli ed emarginati. Come dimenticare la sua voce (quasi solitaria) supplicare la pace per l’Iraq?
 
Ho visto, oggi a mezzogiorno, nella cappella della nostra Università Cattolica, gli occhi dei ragazzi che guardavano il cuore di Cristo e invocavano la salute  per l’amico. In questo tempo senza leader, fatto di uomini appiattiti negli affari, nel calcolo delle professioni esercitate senza passione e sentimento, il Papa morente rappresenta, per la nostra gioventù, un punto di riferimento, una figura carismatica capace di attirare a sè gli occhi, a volte insicuri e disorientati, dei nostri ragazzi.
 
Dopo di lui, nella Chiesa rimarrà un grande vuoto, un grande spazio da riempire. 
Come latinoamericano mi piacerebbe che lo sguardo dello Spirito Santo si orientasse verso il nostro giovane continente dove vivono più di seicento milioni di cattolici, una Chiesa giovane, con tanti progetti nella cultura e nel sociale, che prega con forza Gesù Cristo e parla lo spagnolo e il portoghese.
 
Sono 22 i Cardinali latinoamericani con possibilità di essere eletti alla sedia del pescatore. Forse inizia il momento in cui la vecchia Europa si fidi del continente della speranza, del vasto territorio compreso fra il Messico e la Terra del Fuoco, dove esistono ancora spazi infiniti dove poter vedere salire il sole e spegnersi la luce al tramonto e dove si crede ancora, con convinzione, che un mondo nuovo è possibile. L’America latina è la terra dei sogni dove è possibile un nuovo umanesimo cristiano.
 
Dopo la Chiesa dell’est di questo Papa innamorato di Cristo e di Maria esprimo il desiderio che soffi il vento del sud, penso al Cardinale Jorge Bergoglio, pastore della malinconica Buenos Aires. All’Arcivescovo di San Cristobal dell’Avana, Jaime Ortega, a Oscar Madariaga, in contatto con la realtà centro americana nella terra di Honduras. Un tempo di azione e di grazie per la Chiesa cattolica. Grazie per Giovanni Paolo II, per il suo coraggio nel portare senza vergogna la Croce del Signore in questo tempo di immagine e di maschera. Grazie nel chiedere allo Spirito Santo di guardare il futuro, riponendo, forse, la speranza in quel continente “desaparecido” povero e generoso, capace di donare al mondo i suoi figli migliori.
Categoria: Storia
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