03/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La Corte Penale Internazionale accoglie il ricorso del procuratore Ocampo, l'assoluzione dall'accusa di genocidio va rivista

scritto per noi da

Matteo Fagotto

 

Il non luogo a procedere nei confronti del presidente sudanese Omar Hassan al Bashir, riguardante l'accusa di genocidio per i crimini commessi durante la guerra in Darfur, va riesaminata. E' questa la decisione presa stamane dai giudici della Corte Penale Internazionale dell'Aja (Cpi), che hanno accolto l'appello del Procuratore Generale Luis Moreno Ocampo e hanno chiesto alla Camera per le Udienze Preliminari (Cup) di riesaminare i tre capi di imputazione per genocidio, da cui la posizione del leader sudanese era stata stralciata l'anno scorso per insufficienza di prove.Hassan Omar al Bashir

Seppur risparmiato dall'accusa di genocidio, il presidente sudanese fu comunque incriminato per altri sette capi di imputazione riguardanti crimini di guerra e contro l'umanità, che secondo l'accusa sarebbero stati commessi durante il conflitto nella regione occidentale del Darfur. Se la Cpi dovesse accogliere la tesi dell'accusa e incriminarlo, Bashir sarebbe il primo capo di stato in carica a dover difendersi dall'accusa di genocidio davanti alla Corte dell'Aja. Sono però in molti a temere che un'eventuale nuova accusa nei confronti del presidente possa mettere a repentaglio i già difficili colloqui di pace con i gruppi ribelli operanti in Darfur. I quali, dal canto loro, hanno accolto con soddisfazione la decisione della Corte.

Secondo l'accusa, Bashir avrebbe attivamente partecipato alla pianificazione del genocidio contro le popolazioni Fur, Masalit e Zaghawa residenti nella regione del Darfur. La guerra, scoppiata nel febbraio del 2003 e ancora non conclusasi, è costata la vita ad almeno 300.000 persone, provocando lo sfollamento di altri due milioni di civili. Secondo i ribelli darfurini, che sette anni fa presero le armi accusando Khartoum di trascurare le popolazioni locali, le milizie Janjaweed che operano nella regione sarebbero attivamente sostenute dall'esercito sudanese, che li armerebbe e li addestrerebbe. Un'accusa sempre respinta dalle autorità sudanesi, secondo cui il conflitto darfurino è uno scontro tra comunità locale in cui il governo centrale non ha responsabilità.

Il governo sudanese ha duramente condannato la decisione presa oggi dalla Cpi. Seppur sottolineando come Bashir non sia stato ancora incriminato, i giudici dell'Aja hanno ritenuto che il Procuratore Ocampo abbia portato prove a sufficienza per spingere la Cup a riesaminare l'accusa di genocidio nei confronti del presidente sudanese, sul quale pende un mandato di cattura internazionale. Sostenuta più volte dall'amministrazione Usa, la tesi che in Darfur sia in corso un genocidio non è però mai stata fatta propria dalle Nazioni Unite. Nel corso dell'ultimo anno l'Unione Africana e la Lega Araba hanno più volte sostenuto il presidente Bashir, rifiutandosi di arrestare il capo di stato sudanese in occasione dei summit internazionali a cui ha partecipato nel corso dell'ultimo anno.

Matteo Fagotto

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