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Da Sud a Nord. Il conflitto somalo si espande e dalle regioni meridionali si allarga verso quelle settentrionali del Somaliland e del Puntland. A lanciare l'allarme è l'Igad, l'Autorità intergovernativa per lo sviluppo che raggruppa alcuni Paesi dell'Africa orientale. “I gruppi terroristici – afferma un comunicato stampa dell'Igad – hanno di recente esteso le loro azioni alle regioni relativamente stabili del Somaliland e del Puntland”. Entrambe queste aree sono situate nella zona centro-settentrionale del Paese.
L'appello lanciato dall'Autorità intergovernativa per lo sviluppo non ha, tuttavia, smosso i vertici delle Nazioni Unite. Il segretario generale Ban ki Moon, nel corso del suo intervento al vertice dell'Unione africana, in corso in Etiopia, aveva fatto un accenno al conflitto somalo, paventando solo la possibilità dell'invio di un contingente di pace nel Paese. Non di più. Mentre ad Addis Abeba si discute della tecnologia dell'informazione e delle telecomunicazioni, tema a cui è dedicato il quattordicesimo summit dell'Unione Africana, in Somalia si continua a sparare. E si inizia a combattere anche in quartieri e aree, fino ad ora risparmiate dalle violenze. Ieri sono stati quattordici i morti e cinquantacinque i feriti nel corso della battaglia che ha insanguinato Mogadiscio, la capitale, per tutta la notte. Vittime e feriti sono per lo più civili, visto che i combattimenti hanno interessato diversi quartieri residenziali, tra cui quello molto popolato di Suqa al Holana.
A Mogadiscio nell'ultima settimana i combattimenti si sono intensificati e l'esercito, supportato dai peacekeeper della missione Amisom, istituita nel 2007 dall'Unione africana con l'approvazione delle Nazioni Unite, non è più in grado di far fronte alla minaccia rappresentata dalle due organizzazioni legate al fondamentalismo islamico: gli Shaabab e l'Hezb al-Islam. Entrambi si oppongono al governo di transizione, installato nella capitale e riconosciuto dalla comunità internazionale, e controllano buona parte della Somalia centro meridionale e la capitale.
Per la prima volta, inoltre, al-Shabab ha confermato le proprie relazioni con al-Qaeda. I legami con l'organizzazione terroristica che fa capo ad Osama bin Laden erano noti, ma non erano mai stati ufficializzati dagli Shabab che, anzi, avevano sempre negato qualunque rapporto. “Il jihad del Corno d'Africa – si legge in una dichiarazione del gruppo fondamentalista somalo – deve essere unito con lo jihad internazionale, che fa riferimento ad al-Qaeda”.
La dichiarazione odierna potrebbe segnare una svolta nel conflitto somalo, che si protrae ormai da diversi anni. Raggiunta l'indipendenza nel 1960, dall'unione della Somalia italiana con il Somaliland, territorio corrispondente all'ex colonia britannica, la nazione ha vissuto pochi momenti di pace e di democrazia. Già nel 1969, dopo soli nove anni dall'unificazione, il Paese cadeva nella morsa della dittatura del generale Siad Barre e nel 1991, in seguito alla caduta del despota, lo Stato unitario si dissolveva.
Benedetta Guerriero
Parole chiave: Somalia, Somaliland, Puntland, Mogadiscio, scontri, al-Shabaab