29/01/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista a Valeria Corbella, presidente di "Genitori anti-smog", in attesa della manifestazione di domani mattina, ore 10.30, di fronte palazzo Marino.

In attesa della manifestazione "ora (d')Aria", organizzata per domani alle 10.30 di fronte alla sede del comune di Milano dai "Genitori anti-smog" Peacereporter ha intervistato la mamma presidente Valeria Corbella per sapere cosa chiederanno domani agli amministratori locali i cittadini che hanno a cuore la salute dei loro figli.

 

 

Presidente, la vostra organizzazione ha come obiettivo principale la salvaguardia della salute dei bambini. Quali sono i maggiori problemi di salute che colpiscono i più giovani a causa dell'inquinamento?

Ormai sono su tutti i giornali. I medici continuano a dividere gli effetti delle patologie da inquinamento fra quelli acuti e quelli a lungo termine. I primi si manifestano sottoforma di tosse, bruciore agli occhi e polmoniti. Gli effetti a lungo termine vanno dall'otite ad alcune forme di leucemia. Provi a pensare a cosa respira un bambino in passeggino che, praticamente, è all'altezza dei tubi di scappamento delle automobili.

L'opposizione milanese ha occupato il consiglio comunale e "La Repubblica" ha sostenuto che il livello d'allarme è stato superato di nove volte. La situazione smog a Milano è davvero così allarmante?

I nostri vertici hanno minimizzato in modo triste tutta la questione. Penso al governatore Formigoni che continua a fare occultamento di dati per non affrontare il problema. Ormai anche lo stesso utente milanese si è rassegnato al livello d'inquinamento elevatissimo che si tocca in città. Ci siamo liberati del fumo nei luogi pubblici ma non riusciamo a eliminare l'uso idiota dell'automobile.

Nel 2008 avete raccolto migliaia di firme. Quali risultati concreti avete ottenuto?

Esistiamo da nove anni ma siamo un'organizzazione piccola e abbiamo sbattuto spesso e volentieri con grossi muri politici e burocratici. La battaglia, vinta, di cui andiamo più fieri è quella per non fare pagare il biglietto ai bambini sull'autobus.

Cosa chiederete nella manifestazione di domani a Palazzo Marino?

Abbiamo una petizione dove chiediamo che vengano attuate misure d'emergenza e misure strutturali. Sosteniamo un rafforzamento dell'ecopass che dev'essere imposto a tutti e allargato alle altre zone milanesi. Bisogna superare gli attuali 8 chilometri quadrati del solo centro storico e diminuire la velocità consentita in tangenziale a 80 km per produrre meno fumi inquinanti. Sa che a Londra pagano venti euro tutti gli autoveicoli che non hanno il filtro antiparticolato?

È solo un problema di autovetture dunque?

Tutt'altro. Noi crediamo che bisogna liberare in primo luogo i mezzi pubblici per dare al cittadino una valida alternativa all'uso dell'automobile. È necessario aumentare il reticolo di corsie preferenziali per i mezzi di superfice. Se gli autobus non sono veloci è ovvio che nessuno li prenderà mai. Io, per esempio, ora le sto parlando da un tram che ho aspettato per 15 minuti. Poi bisognerebbe potenziare i parcheggi d'interscambio con i mezzi pubblici ce ne sono tanti completamente vuoti perchè l'utente non può aspettare decine di minuti l'autobus di collegamento.

Tutto qui?

Magari. Pensi alle biciclette. Non ci sono rastrelliere di fronte ai luoghi pubblici e il reticolo delle piste ciclabili è inesistente quando basterebbe sfruttare lo spazio attualmente usato per creare doppie file illegali.

La vostra piattaforma è molto simile a quella dell'opposizione comunale.

Si è vero. Ma mi lasci dire che noi siamo completamente apolitici e apartitici.

Qual'è il contributo che deve dare la società civile per risanare l'ambiente?

Abbiamo in cantiere un'idea che si chiama "auto-disciplina". Chiederemo a tutti di lasciare la macchina a casa e girare con una spilla che attesti la buona volontà, che sensibilizzi gli altri a fare altrettanto. Milano è piana ed è un piacere circolarvi in bici, ma i ciclisti corrono rischi quotidiani dovuti agli incidenti. È qui che deve agire l'amministrazione.

Mi scusi, ma i pendolari come faranno?

Non parlo da mamma di lusso del centro storico. So bene cosa devono sopportare i pendolari. La pianificazione degli anni passati ha tenuto conto solo dell'uso dei mezzi privati per spostarsi. Ammetto che è una situazione molto difficile da recuperare nei tempi brevi ma possiamo farcela.

Antonio Marafioti

Parole chiave: Italia
Categoria: Diritti, Politica, Ambiente
Luogo: Italia
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