27/01/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Non e' servito l'intervento di Gordon Brown. Per la devolution c'e' da aspettare ancora

Per risolvere lo stallo nel quale da mesi si e' arenato il processo di devolution nord-irlandese, il Primo ministro britannico Gordon Brown e il suo omologo irlandese Brian Cowen hanno trascorso una notte intera al Castello di Hillsborough, per elaborare un documento che possa portare a una svolta in tempi rapidi.

Manifestante orangista a Belfast. Foto di Marco Pavan

I due team negoziali hanno incontrato lealisti e repubblicani, rispettivamente il Democratic Unionist Party e Sinn Fein, che nelle scorse settimane avevano intrattenuto lunghi ma infruttosi colloqui sulla devolution. Per evitare che le trattative giungessero al collasso, Londra e Dublino si sono mobilitate. Nella bozza di accordo l'obiettivo era quello di fissare una deadline per rimettere in moto un meccanismo che si e' inceppato su due punti fondamentali: il trasferimento del potere giudiziario e dell'autorita' di polizia da Londra a Belfast. In aggiunta a questo, motivo di disaccordo tra le parti in causa e' la commissione che ha il compito di gestire le parate, in particolare le marce orangiste.

Tuttavia, la sortita di Brown non si e' conclusa ne' con un accordo ne' con un impegno da parte dei due partiti politici, ma con un generica dichiarazione del Primo ministro britannico: siamo lungo il 'percorso verso un accordo definitivo'. Come dire: la devolution dovra' aspettare.

Essenzialmente, i repubblicani dello Sinn Fein vorrebbero il trasferimento dei poteri su giustizia e polizia da Westminster a Belfast quanto prima, mentre gli unionisti del Dup chiedono che ci sia prima una transizione per creare "fiducia" nella comunità protestante, prima di affidare al potere locale queste due delicate aree di governo. In particolare, le parti si spaccano sulla gestione delle parate, le manifestazioni che spesso sono sfociate in disordini tra le comunità cattolica e protestante.

La Parades Commission venne formata dopo la decisione della Ruc (Royal Ulster Constabulary, la polizia nord-irlandese dal 1922 al 2001) di permettere, ad una parata orangista, l'attraversamento di Garvaghy Road, l'enclave nazionalista a Portadown. Da allora e' stata oggetto di critiche, da entrambe le fazioni.

Dopo le dimissioni del Primo ministro Peter Robinson l'Irlanda del Nord attraversa una delle fasi piu' instabili da quando, con il Godd Friday Agreement del 1998, repubblicani e unionisti hanno deciso di intraprendere un lungo cammino verso la pace. Mentre Sinn Fein preme per stringere i tempi, ed eventualmente andare a nuove elezioni, il Dup teme la chiamata alle urne. Lo scandalo di Robinson, la cui moglie sessantenne ha confessato di aver tradito il marito con un barista di 19 anni, ha infatti alienato le simpatie di molti verso il partito, che da sempre raccoglie la maggioranza dei voti in Irlanda del Nord.

Luca Galassi

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