25/01/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Fuoco incrociato di polemiche per l'intervento militare Usa a Haiti: sembra più uno show mediatico che una reale azione umanitaria

C'è poco da fare: gli aiuti giunti fino a oggi a Haiti sono stati molti ma l'incapacità dimostrata nel saperli distribuire sta vanificando gli sforzi fatti per farli arrivare.

Haiti, quartiere Citè Soleil (foto di A.Grandi/PeaceReporter)Su tutte la messa in scena statunitense: marines che scendevano dagli elicotteri in pieno stile Full Metal Jacket. Militari armati fino ai denti prendevano possesso del giardini del palazzo presidenziale. Allo spettatore di questo sceneggiato è mancata solo una cosa: l'arrivo dello Schwarzenegger di turno che in barba a tutto e a tutti risolveva in modo positivo, da solo e in breve tempo, la situazione. Purtroppo la realtà è molto differente dai film. Purtroppo la realtà di questi ultimi giorni ci ha fatto vedere come gli Usa siano un paese eccellente quando si tratta di andare in giro per il mondo a esportare guerre ma lo sia un po' meno quando sono chiamati a dare un contributo concreto per le missioni di pace o umanitarie.
La polemica era scatta nei momenti immediatamente successivi allo sbarco Usa in Haiti. A tutti è sembrato più che altro uno show mediatico o un'esibizione di potenza. A molti è sembrato che lo sbarco militare Usa sia stato anche un monito al resto del mondo che più o meno è suonato così: da oggi Haiti è territorio Usa. Ad ogni modo anche in questa circostanza l'esercito Usa ha dimostrato di non saper ragionare in un'ottica umanitaria.

C'è voluto, poi a emergenza ormai quasi terminata, l'intervento di uno che di emergenze se ne intende davvero, il capo della Protezione Civile italiana, Guido Bertolaso. Non ha usato molti giri di parole e dopo 48 ore di visita nell'isola ha dato il suo responso: la cooperazione non sta funzionando.
Frasi ovviamente rivolte contro la macchina statunitense degli aiuti. Una macchina deficitaria, poco organizzata e soprattutto militare. Lo stesso Bertolaso aveva già detto che non sono i soldati le persone più adatte a gestire una situazione come quella causata dal terremoto a Haiti.

Ma le frasi del capo della Protezione Civile italiana non sono piaciute al segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. "Sembrano le dichiarazioni che si fanno il lunedì dopo le partite di football" ha detto la moglie dell'ex presidente sottolineando la necessità di un supporto militare all'operazione. Ma tutto deve essere visto nell'ottica tecnica e non politico militare. Forse il segretario di Stato Usa se l'è dimenticato e intanto Haiti sta sprofondando sempre più nel baratro dell'anarchia.
Nota. Nell'ultima nota pubblicata dall'ex presidente cubano Fidel Castro si legge: "Inviamo a Haiti medici e non soldati". Il Lider Maximo ha polemizzato per l'intervento in tipico stile militare. "In mezzo a una tragedia di questa entità senza che nessuno sapesse come e perché migliaia di soldati della fanteria Usa, truppe aerotrasportate e altre forze militari hanno occupato il territorio di Haiti. E nessuno, né l'Onu né Washington ha spiegato al mondo i motivi di questi spostamenti di forze militari".

Alessandro Grandi

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