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Venerdì 22 gennaio si è tenuta la seconda udienza del processo contro i due agenti speciali della polizia, Epaminondas Korkoneas e Vassilis Saraliotis, accusati dell'omicidio doloso di Alexandros Grigoropoulos il primo, di concorso nell'omicidio il secondo.
Scritto per noi da
Margherita Dean, Atene
La madre della vittima, nel corso della sua testimonianza, non ha esitato a parlare di ‘'assassinio'', eppure è l'avvocato difensore, Alexis Koughias, che cattura - nuovamente - l'attenzione per la linea di difesa scelta, quella che vuole spostare l'attenzione della corte dai fatti di quel spaventosa sera del 2008, al carattere della vittima. Una tattica per nulla originale, che si colora, però, di pseudo - dilemmi e facili conformismi per cui è lecito chiedersi se, davvero, ci sia qualcuno che possa cadere nella tela intessuta da Koughias.
Arrivato con mezz'ora di ritardo al tribunale di Amfissa, ove si tiene il processo, Alexis Koughias ha prodotto un video, risalente al giorno prima dell'omicidio del ragazzo, in cui viene ripresa una rissa durante una partita di polo, per poi chiedere l'esame di testimoni che possono confermare la partecipazione, nei tafferugli, della vittima dell'omicidio oggetto del procedimento in corso. Com'è naturale, uno degli avvocati della famiglia di Alexandros Grigoropoulos ha chiesto, allora, se il processo riguarda la colpevolezza di Grigoropoulos ai fatti dello stadio.
Alexis Koughias, però, non è uomo da lasciarsi intimorire dal rigore logico e giuridico dell'avversario, rincarando la dose con una conclusione allarmante e significativa di quello che seguirà nel corso del procedimento: ‘'l'accusato sostiene di non aver ucciso nessuno. Quella fu una terribile fatalità. Trovatosi ad affrontare una situazione pericolosa, l'accusato sparò in aria. Fra coloro che lo stavano assalendo c'era ... la vittima e siccome questi sedicenni non sono come i vostri e nostri figli bisogna esaminare le caratteristiche qualitative''.
Virgina Tsalikian, la madre di Alexandros, si è allora alzata, gridando nel porre due semplici domande: ‘'come conoscete mio figlio, cosa state dicendo?''. La sensazione è che spesso, Virginia ed i suoi avvocati, saranno costretti a richiamare all'ordine logico e morale, l'avvocato della difesa, Alexis Koughias .
Fonte: www.tvxs.gr, radio skai