01/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Volontari statunitensi aiuteranno la polizia a controllare la frontiera fra Usa e Messico
 
Il muro che separa Messico e Usa spesso teatro di immigrazione clandestinaDal primo aprile (e non è uno scherzo) alcuni gruppi formati da cittadini volontari, sono arrivati al confine che separa Stati Uniti e Messico per vigilare sulla frontiera. Resteranno accampati alcune settimane, nell’inospitale deserto dell’Arizona, e pattuglieranno gli oltre 130 chilometri di confine, fanno sapere, ma “non sarà certo una caccia all’emigrante”, aggiungono.
Un problema, quello della frontiera, che da sempre ha creato seri problemi e generato tensioni, fra Usa e Mexico, tanto che il governo del paese centro americano ha prodotto una “Guya del Migrante”, una specie di libretto di ‘consigli’ su cosa fare, in che modo comportarsi, cosa dire e a chi rivolgersi, in caso di arresto da parte dei vigilantes Usa.
 
I volontari Usa. Sono stati ribattezzati dai messicani,  ‘cazamigrantes’ – letteralmente cacciatori di emigranti –  sono cittadini comuni, circa un migliaio, e sono organizzati in un progetto che si chiama Minuteman, dal nome dei rivoltosi che combatterono contro gli inglesi per l’indipendenza Usa. I volontari, coordinati da James Gilchrist, un veterano della guerra in Vietnam, cercheranno di passare notizie utili alle Oltre il confinepattuglie di frontiera sui vari tentativi di immigrazione clandestina, e non cercheranno in alcun modo di ostacolare, fermare e arrestare i clandestini. In questa regione tutte le notti, soprattutto a partire dal mese di aprile quando il clima è più favorevole, decine di persone cercano di attraversare il confine che separa il Messico dall’Arizona. Per effettuare i “controlli” utilizzeranno strumenti di base come cannocchiali per la visione notturna, equipaggiamenti radio e anche piccoli velivoli in grado di volare a bassa quota. Non saranno utilizzate armi.
 
Mexico – Usa. La frontiera in questione non è solo una zona calda dal punto di vista climatico. Da sempre è stata oggetto di colloqui e tensioni fra i due stati. Per questa operazione, che gli organizzatori del Minuteman definiscono pacifica, molte associazioni in difesa dei diritti umani sono preoccupate per l’eventuale escalation di violenza che questa potrebbe produrre. “Dobbiamo reagire rapidamente per evitare questo tipo di azioni” aveva detto il presidente messicano Vicente Fox al termine di un colloquio con i parigrado di Usa e Canada. Nemmeno il presidente Bush è favorevole a questo progetto: “Sono contrario ai vigilantes negli Stati Uniti. C'è una forma migliore di rafforzare la nostra frontiera, e una è trattare in modo compassionevole e decente i La frontiera incriminata lavoratori che vengono negli Stati Uniti”.
 
Ci saranno tensioni?. James Gilchrist, fondatore del progetto Minuteman e veterano della guerra del Vietnam, ha di fatto descritto il piano di controllo come uno strumento essenziale per proteggere gli Usa dalla possibile minaccia derivante dell’ingresso di clandestini pericolosi (ad esempio terroristi). “E’ uno sforzo enorme che viene dalla gente, in questo modo partecipa alla difesa della propria nazione” ha detto in un’ intervista per un famoso network. Jeff Benadum, portavoce delle autorità di frontiera Usa ha aggiunto “I volontari hanno il diritto costituzionale di riunirsi e manifestare pacificamente. Non interferiscono con il nostro lavoro (nel 2004 sono stati circa 580mila gli immigrati fermati) e hanno tutto il diritto di stare dove vogliono”. 
Gilchrist  fa sapere anche che il progetto non prevede l’utilizzo di armi, anche se nessuno può vietare, a chi detiene un regolare porto d’armi, di girare con la pistola in tasca. E non sono pochi.

Alessandro Grandi

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