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scritto per noi da
Elisabetta Norzi
Sui quotidiani locali è stata definita la più grossa operazione portata avanti negli Emirati Arabi Uniti per contrastare il traffico di donne: ad Abu Dhabi sono stati condannati sette uomini all'ergastolo e altre sei persone a dieci anni di carcere, con l'accusa di avere fatto arrivare dal Marocco diciotto giovanissime ragazze a averle poi obbligate a prostituirsi.
La legge c'è, ma non si vede. Negli Emirati la legge federale numero 51 vieta tutte le forme di traffico di esseri umani, ma da quando è stata promulgata, nel 2006, ci sono state solamente sei condanne definitive. Ora, per la prima volta, i giudici si sono appellati al comma della legge che parla di "criminalità organizzata a scopo di tratta" ed è il secondo caso di condanna ad ergastolo (la prima sentenza risale allo scorso anno, per un episodio simile avvenuto a Ras al Khaimah). E' presto per dire se il Governo, come dichiarato in diverse occasioni ufficiali, abbia deciso di combattere in maniera ferma il fenomeno, anche perché ricerche governative o numeri ufficiali sulla dimensione del problema non ne esistono. Non solo, parlare di prostituzione nel paese è ancora un tabù, nonostante nelle grandi città come Abu Dhabi e Dubai siano sotto gli occhi di tutti le prostitute sedute ai tavoli dei bar, nei locali e nei grandi alberghi.
Sgominata una banda. Tra gli arrestati, tutti di origine siriana, c'è anche una donna che si occupava della gestione quotidiana delle ragazze. Alle vittime, contattate nel loro paese di origine, era stato promesso un buon lavoro e il permesso di soggiorno per vivere negli Emirati. Appena atterrate ad Abu Dhabi, sono invece state chiuse e isolate in appartamenti diversi, e poi picchiate. Solo dopo averle tenute rinchiuse per dieci giorni, è stato detto loro che avrebbero lavorato come prostitute, perché dovevano ripagarsi il costo per il permesso di soggiorno e per il viaggio. Le ragazze, alcune di appena 19 anni, venivano accompagnate con un automobile dai loro clienti, in stanze di alberghi o appartamenti, sotto la stretta sorveglianza dei loro sfruttatori. Fino a quando, lo scorso ottobre, una di loro è riuscita a scappare e a raggiungere la polizia di Ras Al Khaimah. Pochi giorni dopo, la polizia di Abu Dhabi ha fatto irruzione nei tre appartamenti dove venivano tenute le donne e ha arrestato le 13 persone. Un quattordicesimo uomo, ritenuto dalla procura il responsabile del traffico, è fuggito in Siria non appena ha saputo degli arresti dei suoi connazionali. E 'stato condannato all'ergastolo in contumacia e ora pende su di lui un mandato internazionale di arresto. Le ragazze verranno rimpatriate in Marocco nei prossimi giorni e per tutte, come hanno dichiarato davanti ai giudici, la preoccupazione è la stessa: come spiegare quello che è accaduto alla propria famiglia? Come trovare un lavoro ed essere di nuovo accolte nei loro paesi?
Parole chiave: traffico donne, human traffiking, dubai