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Il quotidiano israeliano Haaretz ha reso noto che il ministero degli Interni ha deciso di bloccare la concessione dei permessi di lavoro agli operatori stranieri che lavorano per le principali organizzazioni non governative internazionali presenti nei Territori palestinesi, compresa Gerusalemme Est. Rispetto alla normativa in vigore dal 1967, il ministero ha scelto di concedere agli operatori umanitari solo dei visti turistici, che impedirebbero loro di lavorare.
Tra le Ong colpite da questa nuova decisione israeliana ci sono l'Oxfam, Save the Children, Medici senza Frontiere, Handicap International, Terre des Hommes e la Società religiosa degli amici.
Il cambio di politica impone anche che i cooperanti vengano registrati presso il Coordinamento delle attività di governo (COGAT), dipendente dal ministero della Difesa. Gli operatori delle Ong auspicano che insieme al visto turistico venga emanata una nota scritta che garantisca loro di lavorare nell'Autorità palestinese. Oltre che ai cooperanti, il governo israeliano sta rifiutando i permessi di lavoro alla maggior parte degli stranieri che vogliono recarsi nei Territori. Tra questi molti docenti delle iniversità palestinesi e uomini d'affari.
La scelta sarebbe determinata dal fatto che Israele non riconosce l'Autorita nazionale palestinese a Gerusallemme Est e nell'area C, che racchiude il 60 percento della Cisgiordania.