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Il Tribunale della Rivoluzione di Orumieh, nell'Iran nord-occidentale, ha condannato a morte due giovani attivisti politici curdi della regione dell'Azerbaijan occidentale iraniano.
Si tratta di Mohammad Amin Abdollah, 25 anni, e Qader Ahmad-Zadeh, 32.
La notizia è stata riportata da Rahesabz, un sito riformista, secondo il quale i due attivisti sarebbero colpevoli di aver attentato alla sicurezza nazionale e sarebbero da considerarsi come dei Mohareb, ossia dei nemici di Allah e dell'Islam.
Nei mesi scorsi Abdollah era stato condannato in primo grado a vent'anni di reclusione, mentre Zadeh a trentadue. Il giudice della corte d'appello, tuttavia, considerando molto grave il reato dei due attivisti curdi, ha deciso per la pena capitale.
Un destino migliore è toccato al leader studentesco iraniano Majid Tavakoli, membro dell'Associazione islamica dell'istituto Amir Kabir dell'Università di Teheran, condannato a otto anni e sei mesi di carcere con divieto di espatrio e inibizione dalle attività politiche per cinque anni. Persian2English, uno dei siti dell'opposizione, riferisce che, secondo quanto affermato dal fratello dell'imputato, Majid Tavakoli è stato condannato a cinque anni di detenzione per aver preso parte a manifestazioni illegali, a uno per aver insultato l'ayatollah Ali Khamenei
e a sei mesi per aver parlato male del presidente Ahmadinejad.
Il leader studentesco era già stato arrestato due volte: una nel 2007 e l'altra nel 2009.