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Durante il massacro dello scorso settembre Jean-Marie Dore, settantenne leader dell'Unione per il Progresso della Guinea (UPG) veniva trasferito in ospedale a causa dei colpi in testa ricevuti dagli berretti rossi di Moussa "Dadis" Camara capo della giunta militare che governa il paese dal dicembre del 2008.
La scelta. Oggi, a quasi cinque mesi di distanza da quel lunedì nero che costò la vita a oltre 160 persone, l'esperta guida dell'opposizione al regime è stata nominata capo del governo di transizione dal generale Sekouba Konate, numero due e capo ad interim dell'assemblea golpista. Konate, subentrato a Camara dopo il tentato omicidio del 3 dicembre scorso, ha ufficializzato la nomina del vecchio leader dopo la votazione dei gruppi d'opposizione che gli hanno attribuito 94 preferenze. Stesso numero di suffragi è stato ottenuto da Hadja Rabiatou Sera Diallo leader della Confederazione nazionale dei lavoratori della Guinea. Tutti i sindacati nazionali, che nel Paese rappresentano un potere molto forte, hanno sempre appoggiato insieme alle associazioni civili la candidatura della Diallo - la quale, secondo la Bbc, sarebbe venerata come un dio all'interno delle confederazioni dei lavoratori. Dopo la scelta nessuna corporazione avrebbe ancora comunicato ufficialmente la loro accettazione della scelta di Dore il quale, a parte la probabile fermezza dei sindacati pro-Diallo, godrebbe del gradimento unanime delle tre attuali correnti di governo - giunta, opposizione e rappresentanza locale. A far pendere l'ago della bilancia a favore di quest'ultimo ci sarebbe stata la sua laurea in Scienze Politiche requisito giudicato dalla giunta militare indispensabile per poter avere la meglio sulla Diallo.
Prime dichiarazioni. "La cosa principale da fare - ha dichiarato alla stampa Dore- è assicurarsi che le prossime elezioni saranno eque e credibili e che si possa avviare la ristrutturazione delle forze armate". Proprio sulla critica alle forze armate si è incentrata la politica di Dore prima del colpo di Stato del 2008. Per l'esponente dell'UPG quella attuale sarà la prima, e l'unica esperienza nell'amministrazione di governo dopo che nel corso delle elezioni del 1998 ottenne appena l'1,7 percento delle preferenze in qualità di candidato presidente. Inoltre, secondo quanto stabilito dall'attuale mandato, al plenipotenziario sarà vietato di presentarsi come candidato durante la prossima tornata elettorale.
Il rapporto con la giunta. Oggi, dopo la consegna del mandato, lo stesso ha sostenuto di non aver problemi a lavorare con i militari per il futuro della nazione definendo contemporaneamente il generale Konate uomo "competente ed efficente". Insieme a quest'ultimo e a Camara, ancora in convalescenza e sullo stato di salute del quale non si hanno notizie ufficiali, Dore dovrà traghettare il governo di Conakry fino alle prossime elezioni democratiche che dovrebbero tenersi entro massimo 6 mesi. Al suo fianco ci sarà una squadra amministrativa composta da 30 membri - 10 dell'attuale giunta, 10 dell'opposizione e 10 rappresentanti delle regioni.
Antonio Marafioti