01/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Luizianne Lins, sindaco di Fortaleza, lancia la lotta al turismo sessuale
Luizianne Lins“Non ho un aspetto molto istituzionale vero? Non preoccupatevi, ditelo pure, persino i miei concittadini faticano a trattarmi da sindaco”. Ha biondi capelli raccolti da una fascia nera, un volto bello e sorridente e lo sguardo pieno di colori: è Luizianne de Oliveira Lins, sindaco di Fortaleza, primo cittadino di una metropoli di due milioni e mezzo di abitanti, esponente del Partito dei lavoratori eletta nelle amministrative di novembre. E’ a Firenze per lanciare la Campagna contro il turismo sessuale minorile in Brasile, è in Italia per ringraziare i movimenti di base, le ong, le associazioni, le istituzioni che stanno appoggiando questa crociata contro i turisti per sesso. La sua è la città culla di questi sporchi affari, condotti in gran parte da uomini italiani, e lei intende far di tutto pur di rompere questa vergognosa forma di cooperazione.
 
Spigliata e affabile, racconta . “Lo sfruttamento sessuale dei minori da parte dei turisti occidentali è un problema molto complesso, che affonda le proprie radici nella particolarità sociale ed economica del Brasile, e in particolare nella regione del Nordest”, spiega con cognizione di causa Luizianne. Lei è una sorta di paladina della lotta al turismo sporco che da decenni distrugge la vita di migliaia di bambine e bambini, approfittando della loro innocenza, della loro miseria, della loro mancanza di scelta. Sin da quando era un semplice assessore ha partecipato alla Commissione Parlamentare di investigazione e, nel periodo in cui è stata deputato federale, ha lavorato sodo affinché questo problema ricevesse la giusta considerazione, affinché il turismo sessuale venisse considerato un’emergenza. “I governi precedenti sono sempre stati tacitamente conniventi. È come se l’equazione sole, mare e belle donne venisse considerata indissolubile, unica garanzia per continuare a ricevere frotte di turisti. Inizialmente mi davano della pazza quando gridavo alla vergogna, quando denunciavo gli abusi, le schifezze, i soprusi di cui i nostri bambini erano vittime - continua Luizianne -. Mi accusavano di minare il turismo, una delle risorse fondamentali del Paese. Poi qualcosa è cambiato. Il primo passo è stato quando il Paese ha accettato la rivoluzione concettuale emersa e ratificata dal Primo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale commerciale dell’infanzia, tenutosi a Stoccolma nel 1996. Da quel momento non si è parlato più di prostituzione infantile e minorile, bensì di sfruttamento. Il bambino non ha la capacità di scegliere di prostituirsi, ma è vittima degli adulti. È da qui che la lotta è decollata e si è concretizzata, anche se c’è ancora tanto da fare”. 
 
Povertà e analfabetismo. “La principale molla che spinge le ragazzine a entrare nel giro della prostituzione è l’impossibilità di frequentare la scuola o quanto meno di arrivare ad avere in mano una qualifica che possa dar loro una chance, un’alternativa. La maggior parte dei quasi 500mila minori sfruttati dai turisti in cerca di piacere è poverissima, vittima di violenze domestiche e di strada e quindi costretta ad arrangiarsi, come può – racconta, scandendo le parole con la musicalità tipica del brasiliano, che sembra quasi accompagnare la drammaticità del contenuto -. Da un rapporto dell’Unicef è emerso come sia solito ripetersi una sorta di circolo vizioso che imprigiona le giovani vite: bambine violentate da conoscenti o uomini qualunque, cresciute nell’atavica mancanza di rispetto per la donna, rimangono incinta e che quindi lasciano la scuola. Una volta diventate madri sono costrette a sputare sangue per mantenere il figlio, fino a che il miraggio del ‘mestiere più vecchio del mondo’ non si prospetta loro come l’unica via possibile. Ed è impressionante notare come spesso questo destino si trasmetta di madre in figlia, per generazioni. Senza contare che spesso diventano portatrici e trasmettitrici di malattie veneree gravi e mortali.
 
Le tre vie. “E’ dunque una vera e propria emergenza, profonda, difficile da risolvere. Va affrontata con la collaborazione di tutti. Il lavoro dev’essere strutturato su più piani, in modo capillare. E questo impegno da parte della società civile italiana nel sensibilizzare gli attori principali di questo mercato della vergogna è importante, molto. Ma debellare questa piaga è dura. Innanzitutto perché i turisti sessuali arrivano da tre vie principali: il turismo fai da te, quello dei tour operator e quello clandestino, gestito dalla criminalità organizzata, che spesso è legato anche al mercato della porno-pedofilia.
Ecco cosa siamo arrivati a capire dopo molti anni di indagini ed ecco da dove partiremo per affrontare questa emergenza e aiutare i nostri bambini.
 
Manifesto contro il turismo sessuale minorile in BrasileIl piano d’azione. Un primo passo concreto è stato il blitz del dicembre scorso, risultato della collaborazione fra le forze dell’ordine brasiliane e italiane. E’ così che bisogna continuare, lavorando in collaborazione, senza arrendersi. Noi ci stiamo muovendo seguendo tre dettami imprescindibili – continua con fermezza il giovane sindaco – Innanzitutto non vogliamo peggiorare le già precarie condizioni delle prostitute. La prostituzione non è reato in Brasile, mentre lo è lo sfruttamento. Quindi ci muoveremo con tutte le accortezze del caso, concentrandosi sulla salvaguardia dei minori. In secondo luogo, vogliamo evitare di incrementare la xenofobia verso gli italiani, che costituiscono la comunità straniera più numerosa di Fortaleza. Sappiamo benissimo che la colpa di alcuni non deve penalizzare il vostro popolo, che con questa Campagna e con tante altre importanti iniziative da sempre aiuta il Brasile. E infine cercheremo di scalfire il complesso della sessualità, rompendo il silenzio. Sarà parlandone, insegnando precauzioni e rimedi, stimolando un dibattito sul sesso, il machismo, i diritti delle donne, che combatteremo la sottomissione femminile, che apriremo le coscienze, rompendo il tabù madre di tutte le perversioni. Il tutto stimolati dall’ordine perentorio ‘tolleranza zero’. La nostra terra ha molto da offrire: cultura, bellezze naturali e tanta umanità. Apriamo le porte al turismo sostenibile. Il turismo brutale, sfruttatore non ci interessa. Tenetevi pure i vostri soldi. Fortaleza - conclude il sindaco - deve diventare la meta di chi ama il Brasile, non degli ammalati di sesso.
 

Stella Spinelli

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