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“Non ho un aspetto molto istituzionale vero? Non preoccupatevi, ditelo pure,
persino i miei concittadini faticano a trattarmi da sindaco”. Ha biondi capelli
raccolti da una fascia nera, un volto bello e sorridente e lo sguardo pieno di
colori: è Luizianne de Oliveira Lins, sindaco di Fortaleza, primo cittadino di
una metropoli di due milioni e mezzo di abitanti, esponente del Partito dei lavoratori
eletta nelle amministrative di novembre. E’ a Firenze per lanciare la Campagna
contro il turismo sessuale minorile in Brasile, è in Italia per ringraziare
i movimenti di base, le ong, le associazioni, le istituzioni che stanno appoggiando
questa crociata contro i turisti per sesso. La sua è la città culla di questi
sporchi affari, condotti in gran parte da uomini italiani, e lei intende far di
tutto pur di rompere questa vergognosa forma di cooperazione.
Povertà e analfabetismo. “La principale molla che spinge le ragazzine a entrare nel giro della prostituzione
è l’impossibilità di frequentare la scuola o quanto meno di arrivare ad avere
in mano una qualifica che possa dar loro una chance, un’alternativa. La maggior
parte dei quasi 500mila minori sfruttati dai turisti in cerca di piacere è poverissima,
vittima di violenze domestiche e di strada e quindi costretta ad arrangiarsi,
come può – racconta, scandendo le parole con la musicalità tipica del brasiliano,
che sembra quasi accompagnare la drammaticità del contenuto -. Da un rapporto
dell’Unicef è emerso come sia solito ripetersi una sorta di circolo vizioso che
imprigiona le giovani vite: bambine violentate da conoscenti o uomini qualunque,
cresciute nell’atavica mancanza di rispetto per la donna, rimangono incinta e
che quindi lasciano la scuola. Una volta diventate madri sono costrette a sputare
sangue per mantenere il figlio, fino a che il miraggio del ‘mestiere più vecchio
del mondo’ non si prospetta loro come l’unica via possibile. Ed è impressionante
notare come spesso questo destino si trasmetta di madre in figlia, per generazioni.
Senza contare che spesso diventano portatrici e trasmettitrici di malattie veneree
gravi e mortali.
Il piano d’azione. Un primo passo concreto è stato il blitz del dicembre scorso, risultato della
collaborazione fra le forze dell’ordine brasiliane e italiane. E’ così che bisogna
continuare, lavorando in collaborazione, senza arrendersi. Noi ci stiamo muovendo
seguendo tre dettami imprescindibili – continua con fermezza il giovane sindaco
– Innanzitutto non vogliamo peggiorare le già precarie condizioni delle prostitute.
La prostituzione non è reato in Brasile, mentre lo è lo sfruttamento. Quindi ci
muoveremo con tutte le accortezze del caso, concentrandosi sulla salvaguardia
dei minori. In secondo luogo, vogliamo evitare di incrementare la xenofobia verso
gli italiani, che costituiscono la comunità straniera più numerosa di Fortaleza.
Sappiamo benissimo che la colpa di alcuni non deve penalizzare il vostro popolo,
che con questa Campagna e con tante altre importanti iniziative da sempre aiuta
il Brasile. E infine cercheremo di scalfire il complesso della sessualità, rompendo
il silenzio. Sarà parlandone, insegnando precauzioni e rimedi, stimolando un dibattito
sul sesso, il machismo, i diritti delle donne, che combatteremo la sottomissione
femminile, che apriremo le coscienze, rompendo il tabù madre di tutte le perversioni.
Il tutto stimolati dall’ordine perentorio ‘tolleranza zero’. La nostra terra ha
molto da offrire: cultura, bellezze naturali e tanta umanità. Apriamo le porte
al turismo sostenibile. Il turismo brutale, sfruttatore non ci interessa. Tenetevi
pure i vostri soldi. Fortaleza - conclude il sindaco - deve diventare la meta
di chi ama il Brasile, non degli ammalati di sesso. Stella Spinelli