18/01/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Yanukovich in testa, ma al ballottaggio la favorita è Yulia Timoshenko

Nessuna sorpresa in questa prima tornata elettorale delle elezioni presidenziali ucraine.
Come previsto, al ballottaggio del 7 febbraio si sfideranno Viktor Yanukovich, e Yulia Tymoschenko. Il leader filo-russo del Partito delle Regioni ha raccolto il 35,7 percento dei consensi, la maggior parte nell'area sudorientale del paese, soprattutto a Donetzk, sua città e capitale della regione mineraria.

L' ex pasionaria, attuale primo ministro, ha ottenuto il 24,7 percento dei voti, conquistando Kiev e l'ovest del paese. La vera sconfitta di queste elezioni è la rivoluzione arancione:il presidente uscente Viktor Yushchenko, uomo simbolo del movimento liberale filo-occidentale che trionfò nel 2004, ha ottenuto solo il 5,5 percento delle preferenze. "Il suo declino è cominciato nel 2005, con i litigi con i compagni di partito che lo hanno poi abbandonato. Non ha avuto sostegno in questa campagna elettorale, era sconfitto in partenza, anche se sperava di prendere il 20 percento", racconta Serhij Rudenko, giornalista e scrittore ucraino.
Sarà l'outsider Serhij Tihipko, favorito dell'intellighenzia ucraina, a fare da ago della bilancia: i due papabili alla presidenza si contenderanno il suo pacchetto di voti. Entrambi, in caso di vittoria, potrebbero nominarlo Primo Ministro, ma l'ex banchiere non sembra voler appoggiare nessuno, pensa a candidarsi alle elezioni amministrative della prossima primavera.

L'affluenza alle urne è stata scarsa, ulteriore prova della disaffezione degli ucraini verso la politica. Solo il 47 percento dei 36 milioni di elettori si è presentato alle urne, sette punti percentuali in meno del primo turno 2004 e molto al di sotto le stime ufficiali Su 18 candidati 13 hanno ottenuto meno del 13 percento e la Maidan, piazza principale di Kiev e teatro della rivoluzione è rimasta desolatamente vuota: a ravvivarla solo le luminarie del natale ortodosso, passato peraltro da tempo. Gli schermi di bar e ristoranti trasmettono in tempo reale gli aggiornamenti sull'esito delle elezioni, ma nessuno li segue. Tra gli ucraini è tangibile il pessimismo riguardo alle sorti del paese, vessato da una pesante crisi economica che ha infranto i sogni europei della rivoluzione arancione. L'entusiasmo del 2004 è ormai un ricordo lontano, ma secondo, Konstantin Zatulin, direttore dell'Istituto dei Paesi della Csi, al ballottaggio di febbraio l'atmosfera sarà incandescente. Il clima gelido di questi giorni non lo fa subodorare. Ma staremo a vedere.

Micol Sarfatti

Parole chiave: ucraina, elezioni
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Ucraina