01/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.12 - 2005 dal 26/3 al 31/3
Soldati Usa impegnati in rastrellamentiAfghanistan. 4 soldati statunitensi della Guardia Nazionale, il 26, sono morti nell’esplosione del loro mezzo, saltato su una mina nella provincia di Logar, 40 chilometri a sud di Kabul. Sale così a 7 il numero dei militari Usa morti in Afghanistan dall’inizio del 2005.
2 soldati canadesi della Nato e 2 civili afgani sono rimasti feriti il 28, in un attentato dinamitardo volto a colpire il veicolo militare dell’Isaf su cui viaggiavano.
Il 29 due razzi sono stati lanciati contro la base Usa di Bagram, mancando di poco il bersaglio.
4 guardie di frontiera afgane sono state uccise il 30 in un attacco compiuto dalla guerriglia nella provincia occidentale di Farah, ai confini con l’Iran.
Il31 marzo un’autobomba è esplosa davanti al palazzo governativo di Jalalabad, ferendo alcuni passanti e uccidendol’attentatore che era alla guida dell’auto. L’incidente è successo poche ore prima dell’arrivo di Laura Bush, in visita nel paese.

Forze speciali russe e civili ceceniCecenia (Federazione Russa). Il 26 il sito web degli indipendentisti islamici ceceni ha dato notizia dell’uccisione di 4 soldati russi e del ferimento di altri 15 nel corso di un attacco a colpi di lanciagranate contro una base militare a Grozny.
Il 27 l’artiglieria russa ha colpito le postazioni della guerriglia nelle foreste dei distretti meridionali di Vedenò, Nojai-Yurt e Itum-Kalé. Il 28 un guerrigliero è rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia cecena a un posto di blocco nel distretto di Urus Tartan.
Il 30 marzo il Cremlino ha dichiarato che il numero dei soldati russi caduti dall’inizio del secondo conflitto ceceno (dall’inverno ’99 ad oggi) sono 3.419. Una cifra di molto inferiore a quella fornita dall’associazione delle madri dei soldati russi, che denunciano di aver perso in Cecenia almeno 25 mila figli dall’inizio della prima guerra nel 1994.

La disperazione di una donna kashmira ad un funeraleKashmir indiano. Il 28 almeno 2 soldati indiani sono stati uccisi e altri 8 feriti in un attacco dei ribelli nel distretto di Rajouri, vicino al confine con il Kashmir pachistano. A sud di Srinagar, capitale del Kashmir indiano, i militari hanno ucciso 3 militanti islamici.
2 ribelli musulmani hanno perso la vita il 30,dopo aver cercato di assaltare un campo militare di Sopore, a nord di Srinagar. Nello scontro a fuoco è rimasto ucciso anche un soldato indiano.
L’insurrezione separatista islamica contro le forze indiane è cominciata nel 1989. Secondo fonti ufficiali finora in questo conflitto sono morte 40mila persone, tra le quali molti civili.

Sri Lanka. 3 persone sono rimaste ferite per una granata lanciata da ignoti contro una sede politica dei ribelli delle Tigri tamil il 30,. Secondo la polizia l’attacco potrebbe essere riconducibile a una lotta tra fazioni: nel marzo 2004 il movimento separatista delle Tigri si è spaccato in due, una parte che controlla il nord del Paese e un’altra che ha sostenitori nell’est.

Thailandia. Il 27, presunti ribelli islamici hanno condotto un’imboscata contro un treno nella provincia meridionale di Narathiwat, ferendo almeno 19 persone. Gli assaltatori hanno fatto esplodere due bombe e hanno aperto il fuoco contro la polizia che scortava il treno. In poco più di un anno nel sud musulmano della Thailandia (Paese a maggioranza buddista) ci sono stati diversi episodi di violenza tra militanti islamici e forze di sicurezza in cui sono morte almeno 600 persone.

Pakistan. Il 31, 15 civili sono rimasti feriti per una granata lanciata contro un convoglio militare nel Waziristan, nord del Pakistan. Un anno fa Islamabad ha iniziato operazioni militari contro i militanti talebani e di al-Qaeda che opererebbero nella zona.

Un guerrigliero iracheno armato di RpgIraq. Il 24, Un ordigno è esploso a ovest di Mosul, al passaggio di un convoglio del PDK (partito democratico del Kurdistan), nell’esplosione sono rimasti uccisi 2 miliziani curdi. Al confine con la Siria, militari e poliziotti iracheni hanno ingaggiato uno scontro a fuoco scambiandosi per ribelli. Uccisi 3 soldati e 2 poliziotti, 8 feriti. Sulla strada tra Baghdad e Abu Ghraib, sono stati ritrovati 2 cadaveri decapitati.
 
Il 25, una autobomba è esplosa contro un posto di controllo presidiato dalla polizia irachena a Ramadi, uccisi 11 poliziotti, feriti 14 militari fra cui 2 soldati americani.  5 donne irachene, che lavoravano come addette alle polizie in una base militare statunitense a sud di Baghdad, sono state falciate in strada da raffiche di armi automatiche. Il colonnello Salman Mohammed Hassan dell’esercito iracheno è stato ucciso da sicari mentre usciva da un funerale in una moschea di Baghdad. Ad ovest di Mosul, poliziotti iracheni hanno attaccato un gruppo di curdi, scambiandoli per insorti, ma nello scontro hanno subito 7 morti e diversi feriti. Un minibus imbottito di esplosivo è esploso a un posto di polizia 55 km a sud di Baghdad, 2 morti e 19 feriti.
Un soldato iracheno è rimasto ucciso e un civile ferito in un attacco a colpi di mortaio contro la caserma dell’Esercito iracheno a Suleyman Beg, a nord di Baghdad. Un’autobomba è esplosa a Ramadi, in un posto di blocco, 6 agenti delle unità speciali della polizia irachena hanno perso la vita.
 
Il 26, un poliziotto e un soldato non in servizio sono stati uccisi rispettivamente nel quartiere di Yarmouk e al mercato di Abu Ghraib, ad ovest di Baghdad. Un civile è stato ucciso nell’esplosione di una bomba artigianale diretta contro un convoglio americano nella zona sud di Baghdad. Ennesima uccisione “in azione” di un marine americano nella provincia di al-Anbar.
Quattro persone sono rimaste uccise a Mosul, da un’autobomba, destinata a un convoglio americano, che ha investito alcune auto civili.
 
Il 27, 3 esponenti del partito sciita Sciri, sono stati assassinati a raffiche di mitra nella zona di Albu Tamr, nord di Baquba. Agenti della sicurezza hanno sparato su manifestazione davanti alla sede del ministero della Scienza a Baghdad, ucciso un dipendente e feriti alcuni suoi colleghi.
Con un video su internet al Qaida ha rivendicato l’uccisione di un alto funzionario del ministero dell’interno iracheno, il colonnello Riadh Katei Aliwi, rapito il 9 febbraio.
 
Il 28, un’autobomba nel sud dell’Iraq ha ucciso 7 persone e ferite 9, si trattava di pellegrini sciiti diretti a Karbala. Altri 2 pellegrini sciiti uccisi a colpi d’arma da fuoco nei pressi di Mussayab, anche loro erano diretti a Kerbala. Al-Zarquawi, ha rivendicato l’uccisione di un colonnello della polizia irachena, Abdul Karim Fahid, e del suo autista, uccisi a Baghdad. Un agente e un netturbino sono stati uccisi da un ordigno nascosto in un cassonetto, nel sobborgo di al-Amil, periferia di Baghdad. Nello stesso attentato sono rimasti feriti altri 6 agenti e 1 civile. Altri 2 agenti sono stati uccisi dall’esplosione di un ordigno collocato su una bicicletta lungo la statale tra Baghdad e Najaf, feriti 2 agenti e diversi civili.
 
Il 29, con un video su Internet, Ansar al Sunna ha rivendicato l’uccisione di 3 camionisti arabi. Autobomba esplode a Kirkuk, un morto e di 18 feriti.
 
6 civili iracheni, tra cui una donna e un bambino sono rimasti uccisi il 30 durante uno scontro fra ribelli e militari americani a Mosul.
Un militare americano è rimasto ucciso in un’imboscata nella provincia di Al Anbar

Sudan. Il 29, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato Campo profughi sudanese l’applicazione di sanzioni a coloro che saranno ritenuti responsabili di atrocità nella regione del Darfur, dove da più di due anni è in corso una guerra civile tra il governo e ribelli di Slam e Jem. La risoluzione è passata con 12 voti a favore e nessun contrario, anche se Russia, Cina e Algeria si sono astenuti. Nel frattempo la Francia ha richiesto la messa al voto di una proposta che verrà discussa nei prossimi giorni: l’apertura cioè di processi per crimini contro l’umanità nel Darfur da parte della Corte Penale Internazionale dell’Aia. Proposta alla quale si oppongono fermamente gli Stati Uniti. Mentre gli stati membri si decidono sul da farsi, dal Regno Unito giungono le dichiarazioni di alcuni parlamentari, che stimano di almeno 300mila il numero di morti nella regione del Sudan occidentale.

Nigeria. Una settimana di incessanti e violente piogge ha causato gravi danni in uno degli Stati meridionali della Nigeria, distruggendo almeno un migliaio di case e lasciando senza tetto oltre 5 mila persone e causando danni per quasi 4 milioni di dollari in venti città diverse. Case, scuole, impianti elettrici e altre proprietà sono state distrutte, ma nelle zone maggiormente colpite sono stati già inviati aiuti alimentari, coperte e tende da campo per ospitare le famiglie che hanno perso la propria casa. Il 28, invece, quattordici persone sono annegate in seguito alla caduta del loro autobus in un fiume nel sud est della Nigeria. Lo riferiscono la polizia e alcuni testimoni. L'incidente è avvenuto a causa dello scoppio di un pneumatico posteriore, che ha fatto deragliare l'autoveicolo. Tutti i 14 passeggeri sono annegati.

Etiopia. Il 29 l'ambasciatore israeliano Doron Grossman è stato trovato gravemente ferito, nella sua casa di Addis Abeba. L’uomo avrebbe tentato il suicidio sparandosi alla testa. Il diplomatico lavorava nella capitale etiope da tre anni, e si era guadagnato una grande stima nel campo e nella nazione. Nei prossimi tre giorni avrebbe dovuto abbandonare l'Etiopia per assumere l'incarico in Sud Africa. Attualmente, si trova in Israele sottoposto a cure.

Haiti. Il 28 marzo, 2 poliziotti haitiani e 1 civile sono stati uccisi nel quartiere di Delmas. I banditi armati, hanno aperto il fuoco sull’auto nella quale viaggiavano i tre uomini. I malviventi hanno anche avuto il tempo di dare fuoco ai corpi e all’auto. Dalle prime indagini pare che ad aprire il fuoco siano stati alcuni uomini fedeli all’ex presidente deposto, Jean Bertrande Aristide.

Colombia: militari impegnati in ratrellamentiColombia. Una fossa comune con una ventina di cadaveri è stata scoperta da una squadra di patologi forensi nei pressi di San Onore, dipartimento nordorientale della Colombia. Cinque corpi sono stati già identificati: si tratta di civili scomparsi in circostanze non ancora chiare nel 2001, dopo essere stati catturati dal fronte paramilitare "Heroes de los Montes Maria".
I colloqui con il governo hanno portato finora al disarmo di 5 mila miliziani dei circa 20 mila paramilitari che, sulla carta, dovrebbero abbandonare la lotta armata entro il prossimo 31 dicembre.
La Colombia è teatro da oltre 40 anni di una sanguinosa guerra civile. A combattersi sono i guerriglieri rivoluzionari marxisti, riuniti nelle Forze armate rivoluzionarie (Farc) e nell’Esercito di liberazione nazionale (Eln), e i paramilitari di destra, filo governativi, riuniti nelle Autodifese Unite (Auc). Il conflitto ha fatto finora oltre 150mila morti.
Categoria: Guerra
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