03/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo il terremoto, le Ong presenti organizzano un piano di aiuto per la gente
TerremotoDopo il tremendo terremoto che più di una settimana fa ha colpito il nord del Marocco, con epicentro vicino allo stretto di Gibilterra, abbiamo sentito come stanno procedendo i soccorsi per la popolazione che abita nelle zone rurali.

“E’ arrivato di mattina presto. Terrificante e molto forte. Tutto ha tremato e poi abbiamo visto solo distruzione.” Con queste parole Aisha, sorella di Amed, un amico marocchino di PeaceReporter, ci racconta la tragedia che nella notte tra il 23 e il 24 febbraio ha colpito il Marocco. “ Ho avuto paura di morire. Il mio letto sobbalzava come una giostra. Meno male che qui da noi in città (Al Hoceima, ndr) i danni sono stati minimi. Adesso però dobbiamo aspettare che ci vengano ad aiutare per risolvere i problemi causati dal terremoto. Quando sono uscita ho visto macerie ovunque, gente che piangeva e che cercava di capire cosa potesse fare. Tutti avevamo paura che un’altra scossa potesse sorprenderci di nuovo. Io non sono tornata dentro casa almeno per un giorno. Adesso però tutto si sta sistemando per il meglio"

Il sisma, pari al 6,5 della scala Richter, ha avuto il suo epicentro nella zona che si trova vicino allo stretto di Gibilterra e ha causato la morte di circa seicento persone e il ferimento di altre cinquecento. Ma il bilancio non si esaurisce con il conteggio delle vittime e dei feriti. Interi villaggi rurali le cui case erano costruite con paglia e argilla, sono stati distrutti, gli animali che vivevano nelle capanne sono morti schiacciati.

Adesso, a più di una settimana dal terremoto, la macchina organizzativa che dovrebbe portare soccorso alla popolazione, sta iniziando a mettersi in moto. In questi giorni, però, nonostante le difficoltà, vi sono state manifestazioni di protesta da parte dei cittadini perché gli aiuti stentavano ad arrivare. Diversi dimostranti sono rimasti feriti negli scontri con le forze dell'ordine.

Le Ong internazionali che stanno lavorando sul posto - la zona è raggiungibile facilmente, anche se è molto impervia - parlano di necessità impellenti. “Servono tende, acqua e cibo” fa sapere Maria Calabrese del Cesvi “ anche noi stiamo mandando del materiale: soprattutto tende di grandi dimensioni e coperte. E depuratori d’acqua. Nella città di Al Hoceima, non ci sono stati grandi danni ma solo molta paura e alcuni palazzi danneggiati. Nella zona rurale però sono migliaia le persone che hanno bisogno di aiuto. Stiamo facendo il possibile.”

Il Re del Marocco, Mohammed VI, come gesto simbolico si è recato a portare conforto alle persone accampate vicino a Al Hoceima, sostando per qualche ora in una tenda. I cittadini hanno espresso al re ''gratitudine per un gesto altamente simbolico''. Ma anche soltanto simbolico.

Le varie Organizzazioni non governative presenti stanno mettendo a punto un piano di lavoro a favore della popolazione agricola colpita dal sisma nei villaggi di Imzouren, Imrabten, Ait-Kamra e Ait Youssef-Oualy. "Ci occuperemo di allestire i campi di prima accoglienza per le vittime» spiegano dal Cesvi. "Distribuiremo tutto ciò che serve: taniche con pastiglie per la potabilizzazione dell’acqua, coperte e tende."

Alessandro Grandi 
Categoria: Ambiente
Luogo: Marocco