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Il caso dei raid informatici contro Google in Cina, per accedere alle caselle postali dei militanti cinesi per i diritti civili, rischia di diventare un ulteriore elemento di tensione tra Pechino e Washington. Dopo l'annuncio che Mountain View non apllichera' piu' i filtri-censura imposti da Pechino anche a rischio di essere espulsa dal ricco mercato, il governo cinese ha fatto sapere di "aspettare di avere maggiori informazioni" da Google. Lo riferisce l' agenzia Xinhua citando un "funzionario dell' ufficio informazioni del consiglio di stato". Da Washington il segretario di Stato Hillary Clinton ha fatto sapere, a sua volta, di "attendere una spiegazione dal governo cinese" sottolineando che "la possibilita' di operare con fiducia nel cyber-spazio e' di importanza critica in una societa' ed in un'economia moderne". David Drummond, il capo dell'ufficio legale di Google, ha chiarito che "alla luce di questi attacchi e al sistema di sorveglianza che hanno rivelato, insieme ai tentativi nel corso dello scorso anno di limitare ulteriormente la liberta' di parola, siamo giunti alla conclusione che dobbiamo riconsiderare la possibilita' di continuare il nostro lavoro in Cina".