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La terra ha tremato forte. Tanto forte e per almeno dieci volte consecutive, trentadue in totale. Scosse terribili a breve distanza l'una dall'altra.
La più forte pari a 7 gradi della scala Richter. La più deboli di 4.5 gradi. Sono migliaia i morti. Migliaia anche i dispersi. Centinaia i feriti. E manca la possibilità di dare assistenza. Gran parte degli edifici della capitale sono andati distrutti. Distrutti il palazzo presidenziale (da Città del Messico la rappresentanza haitiana fa sapere che il presidente Preval è vivo) vari ministeri. Semidistrutta anche la sede della Minustah, la missione di Pace Onu presente in Haiti dal 2004, dove secondo le ultime notizie avrebbero perso la vita anche tre caschi blu giordani e almeno 21 sarebbero rimasti feriti. Sotto le macerie anche una decina di soldati Onu cinesi.
Gli ospedali non sono in grado di gestire l'enorme massa di feriti che, con fatica, riesce a raggiungerli. Però è ancora molto presto per fare un bilancio delle vittime.
Le comunicazioni con l'isola sono interrotte. Mancano elettricità, acqua e ogni genere di medicina.Lo sciame sismico di impressionante potenza è nato in superficie. Questo ha fatto in modo che le scosse si avvertissero in diverse arre delle Antille. Secondo gli esperti il movimento tellurico avrebbe causato una spaccatura di decine di chilometri. Notizie non confermate raccontano che la spaccatura potrebbe essere visibile anche da terra, in un'area non distante dalla capitale Port au Prince.
Non è difficile immaginare i danni enormi causati dal sisma. Soprattutto nella capitale e nelle sue immediate vicinanze non è mai esistito un piano regolatore. Le case, meglio baracche di lamiera, sono ammassate l'una sull'altra, in un equilibrio molto precario. Le scosse prolungate hanno fatto crollare praticamente tutto. Le notizie raccontano di una città, Port au Prince, praticamente devastata.
Ma potrebbe essere il disboscamento una delle causa della terribile tragedia. La popolazione, enormemente povera, è stata costretta a tagliare gli alberi delle colline per procurarsi legno e fare spazio allo sviluppo delle bidonville. La mancanza di radici degli alberi ha indebolito il terreno che con un sisma molto forte come quello delle scorse ora ha ceduto. E la terra sembra che stia continuando a tremare.
La corsa agli aiuti è già partita. Dagli Usa ma anche dall'Europa stanno per arrivare a Haiti aiuti umanitari di ogni tipo: acqua, tende e ospedali da campo.
Alessandro Grandi