12/01/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Davanti ai rappresentanti nazionali dei raccoglitori di strada, Lula ha firmato la legge federale che li riconosce a tutti gli effetti come lavoratori

scritto da
Antonio Vermigli
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Gli abitanti della strada di San Paolo si ritrovano ormai ogni anno per la vigilia di Natale con il loro presidente, Luiz Inacio Lula da Silva. E lo fanno da sette anni. Quest'anno, però, davanti ai rappresentanti nazionali dei raccoglitori di strada, Lula ha fatto di più: ha firmato la legge federale che li eleva riconoscendoli a tutti gli effetti come lavoratori. La legge prevede una serie di contributi per l'organizzazione del lavoro, per la salute, per la casa, per la scuola, per i servizi sociali e non ultimo garantisce incentivi fiscali alle imprese che comprano dalle cooperative di riciclaggio.

Mentre si svolgeva questo incontro-festa, tra testimonianze, canti, rappresentazioni varie, Lula era continuamente avvicinato dalla gente. Anziani, barboni, bambini, donne, gli si avvicinavano facendosi fotografare. Chi dettava al microfono le fasi dell'incontro, richiamava le persone a tornare ai propri posti, argomentando che erano lì come comunità e non per soddisfare bisogni personali. La scorta del presidente ai lati, discreta, accompagnava la spontaneità della gente senza intervenire. Lula si lasciava accarezzare, abbracciare, baciare, ricambiando tutti. Un bagno di umanità, i brividi delle origini povere lo hanno trapassato nel cuore, nell'anima, nelle viscere, grazie alla sua gente. Era profondamente a suo agio.


Nella sua riflessione finale non li ha arringati, li ha custoditi, accarezzati, coccolati. Ha parlato loro da uguale a uguale. La legge firmata qualche minuto prima di fronte a cinque ministri li aveva resi legalmente cittadini, lavoratori: donne e uomini con nuovi diritti.
A colpire Lula, la testimonianza di Santos, un raccoglitore che abita nella strada e che ha raccontato la violenza gratuita e truculenta della polizia. La stessa, affermava, che dovrebbe dedicarsi alla sicurezza dei cittadini e che invece picchia e minaccia persone inermi senza difesa né speranza. Mentre a suon di "fannulloni, mendicanti, persone senza valore", venivano scacciati dai poliziotti da un viadotto del centro città, con la scusa che sporcavano in giro, Santos ha chiesto loro: "Signori, stiamo forse rubando, ammazzando, trafficando droga?". E un poliziotto gli si è avvicinato gridandogli: "cala sua boca!" Stai zitto!, mentre insieme ad altri quattro lo ha circondato iniziando a colpirlo con i manganelli. "Oggi - ha spiegato Santos - sono qui con due costole e un piede rotti, un forte e continuo mal di testa a chiedere rispetto, a rivendicare il diritto di dormire in un letto, di fare una doccia, di avere un lavoro e la comprensione di chi ha più opportunità di noi. Presidente, aiutaci a cancellare il giudizio negativo che molti hanno verso di noi. Neanche i cani sono così maltrattati".


Pedro, 62 anni, ha invece raccontato come sia riuscito a uscire dalla vita in strada. Nativo del Rio Grande do Sul, gli piaceva parlare solo della Pampa, dove fin da piccolo ha vissuto lavorando per dieci anni cavalcando il dorso di un cavallo come "vaqueiro" (mandriano). Dopo varie vicissitudini è emigrato a San Paolo pensando di trovare un lavoro. Ma niente. Si è così ritrovato per la strada. Frequentando di giorno un centro sociale ricavato dalla chiusura di un viadotto, ha scoperto le sue doti di pittore, ricordandosi che da giovane, ancor prima di imparare a leggere e scrivere amava pitturare e disegnare. Osservato da alcuni educatori è stato accompagnato da un pittore di professione il quale vistolo all'opera, lo ha fatto partecipare con alcuni suoi quadri alla Biennale di San Paolo. "Eravamo in tanti a partecipare, venuti da quaranta nazioni", ha aggiunto con orgoglio Pedro, che oggi lavora come disegnatore pubblicitario e di notte continua a pitturare. Il suo sogno è di mettere su una scuola di pittura e aprire un suo studio. "Sogno, signor presidente, che la legge firmata questa mattina possa realmente ridare dignità ai quindicimila abitanti di strada della città e di tutto il Brasile".

*Organizzazione Rete Redié Resch

Parole chiave: lula, brasile
Categoria: Diritti
Luogo: Brasile