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Con il 60,3 percento dei voti il progressista Ivo Josipovic ha vinto le elezioni presidenziali in Croazia. La vittoria del candidato di centrosinistra costituisce un ulteriore passo di avvicinamento della nazione all'Unione europea. Josipovic, che si è imposto sul rivale Milan Blandic, sindaco di Zagabria, ex socialdemocratico sostenuto dalle gerarchie ecclesiastiche e dalla destra, fermo al 39,7 per cento delle preferenze, ha dichiarato che sarà il presidente di tutti e che lotterà per la tolleranza, il rispetto delle diversità e della minoranze.
"La Croiazia ha due problemi - ha detto il neo presidente - la crisi economica e l'enorme corruzione: negli anni Novanta alcuni uomini legati allo stato hanno acquisito enorme ricchezza e potenza. Questo ha modificato profondamente la nostra coscienza, specie quella dei giovani".
Josipovic ha anche affrontato la questione relativa all'accusa di genocidio rivolta alla Serbia, visto che proprio lui era a capo del team legale che l'ha redatta. Il presidente croato si è detto disponibile a negoziare con Belgrado, a patto che la Serbia dimostri di collaborare sui processi per crimini di guerra e sulla restituzione del patrimonio culturale saccheggiato durante la guerra degli anni Novanta.