08/01/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



In Egitto nove morti per l'aggressione subita dai cristiani copti. Tensione con la comunità islamica

Un Natale ortodosso finito in tragedia. Sono diventate, nelle ultime ore, nove le vittime dell'aggressione subita da un gruppo di egiziani cristiani copti a Nagaa Hamadi, un villaggio dell'Alto Egitto a circa 60 chilometri da Luxor, colpiti mentre uscivano da una chiesa ieri, 7 gennaio, dopo la funzione religiosa.

Aggressione in chiesa. La polizia egiziana ha diffuso oggi un comunicato nel quale si precisa che le vittime sono otto fedeli copti e un agente di polizia. Due uomini armati hanno fatto fuoco da un veicolo sulla folla che lasciava la chiesa della Vergine Maria. Secondo il ministero dell'Interno egiziano l'attacco sarebbe una vendetta per un episodio che risale a due mesi fa: lo stupro di una dodicenne musulmana da parte di un uomo appartenente alla minoranza cristiana copta della città di Nagaa Hamadi.
Secondo la televisione araba al-Jazeera sono migliaia i dimostranti cristiani che si sono radunati oggi di fronte all'ospedale dove erano stati portati i corpi delle vittime e dei feriti.
Fonti di polizia, non confermate, parlano dell'avvenuta identificazione dell'autista dell'auto dalla quale sono stati esplosi i colpi verso il luogo di culto, ma non ci sarebbe ancora nessun fermo di polizia. Proprio per questo i cristiani di Nagaa Hamadi sono furiosi e si sono scontrati con le forze dell'ordine che hanno usato lacrimogeni e idranti contro i manifestanti dopo il lancio di pietre contro i poliziotti. Momenti di tensione anche durante i funerali delle vittime, ma le esequie sono terminate senza incidenti.

Convivenza e tensioni. La comunità cristiana in Egitto ha radici millenarie. I copti, confessione ortodossa delle chiese orientali antiche, sono otto milioni in tutto il Paese. La stessa parola copto deriva dall'arabo qubt, che deriva a sua volta dal greco aiguptos, che significa egiziano.
Amnesty International, in un suo recente rapporto, ha denunciato l'aumento delle violenze e degli atti di intolleranza nei confronti dei cristiani in Egitto negli ultimi due anni.
Il caso più eclatante di tensione si è registrato, in realtà, nell'ottobre 2005, ad Alessandria.
Tutto era nato da una rappresentazione teatrale che secondo alcuni 'offendeva l'Islam'. Si trattava di un dvd che circolava in città dal titolo Una volta ero cieco, ma ora vedo. Il filmato racconta la storia di un cristiano ridotto in miseria, che per sopravvivere in Egitto si converte all'Islam. Poi si pente e vuole tornare alla fede in Cristo, ma è minacciato di morte. Gli estremisti musulmani hanno attaccato i copti che uscivano dalla chiesa di San Giorgio di Alessandria uccidendo tre persone.

Il maiale della discordia. L'attacco scatenò duri scontri fra le due comunità. Ben 104 musulmani vennero arrestati, ma presto rilasciati. Lo scorso anno, poi, gli allevatori copti si sono scontrati con la polizia nei bassifondi di Manshiyat Nasr, nei pressi del Cairo, contro l'ordinanza che prevedeva la macellazione di 60mila maiali. Il governo giustificò il provvedimento come prevenzione della febbre suina. I cristiani sono gli unici che allevano i maiali (circa 300mila) e ne mangiano la carne.
Il governo egiziano, come gesto di distensione, ha dato a settembre 2009 (dopo anni di attesa) il via libera alla nascita di un canale televisivo satellitare, gestito dalla chiesa ortodossa copta, chiamato Aghabi e ospitato dalla piattaforma nazionale egiziana Nile Sat.
I fatti di ieri, purtroppo, dimostrano come la tensione sia ancora viva tra le due comunità.

Christian Elia

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