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Bahman Ahmadi-Amui, giornalista iraniano arrestato in seguito alle proteste contro la rielezione del presidente Ahmadinejad, è stato condannato a sette anni e quattro mesi di reclusione e a trentaquattro frustrate.
A dare la notizia è stato il sito dell'opposizione Jaras che ha reso noto che Ahmadi-Amui, esperto di economia, era stato arrestato insieme alla moglie, Jila Bani-Yaqub, anch'essa giornalista, poi rilasciata, e si trovava in carcere dal venti giugno del 2009.
Lo scorso novembre la televisione di stato iraniana aveva fatto sapere che ottantasei persone erano state condannate in primo grado in relazione alle proteste per la rielezione del presidente Ahmadinejad. A cinque accusati è stata comminata la pena di morte, mentre gli altri ottantuno sconteranno pene detentive comprese tra i sei mesi e i quindici anni.
In seguito alle manifestazioni che hanno scosso Teheran e altre città iraniane per più di due giorni a fine dicembre sono finiti in carcere centinaia di oppositori che restano in balia delle decisioni del regime del presidente Ahmadinejad.