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Qual è la colpa dei partecipanti alla Gaza Freedom March? Chiedere al governo egiziano il permesso di passare la frontiera con la Striscia di Gaza per commemorare le vittime il primo anniversario dell'operazione Piombo Fuso, scatenata dall'esercito israeliano il 27 dicembre scorso.
Quando è finita, il 19 gennaio 2009, migliaia di palestinesi hanno perso la vita, in gran parte donne e bambini. L'ennesimo massacro, pausa di orrore nel mezzo di un assedio che soffoca la Striscia dal 2006, quando Hamas ha preso il potere a Gaza. L'unica fonte di vita per la popolazione civile nella Striscia è rimasta la solidarietà internazionale. Ma il governo dell'Egitto, che quando serve si autoproclama paladino dei diritti violati dei palestinesi, non concede il passaggio alla delegazione di pacifisti della Gaza Freedom March, tra i quali tanti italiani.
Oggi i dimostranti, per denunciare questa situazione, si sono dati appuntamento davanti al Museo Egizio del Cairo. Per tutta risposta, il governo egiziano ha risposto inviando poliziotti in tenuta anti sommossa, che prima hanno circondato i manifestanti e poi li hanno caricati con brutalità.
Almeno due pacifisti, entrambi italiani, sono rimasti feriti. Il ministero degli Esteri italiano ha confermato le notizie in arrivo dal Cairo, ma non è pervenuta al momento nessuna condanna del governo italiano per l'aggressione brutale subita da suoi cittadini all'estero.