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Ondata di arresti a Teheran, in seguito alle proteste di piazza in cui sono stati uccisi oltre quindici manifestanti. Sono più di trecento le persone fermate dalle forze di sicurezza.
A finire in manette molti riformisti e collaboratori del leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi. Secondo quanto riferito da siti e blog indipendenti, a cadere nelle mani delle forze di sicurezza iraniane sono il giornalista Emadeddin Baqi, responsabile dell'Associazione per i diritti dei detenuti, e tre stretti collaboratori di Moussavi. Si tratta di Qorban Behzadian-Nejad, capo del suo ufficio elettorale, del consigliere Mohammad Baqerian e di Furuzandeh, capo del gabinetto.
Fermato anche Hossein Mussavi-Tabrizi, un religioso sciita riformista che dirige l'Associazione degli istruttori e ricercatori della città santa di Qom. L'Associazione è un organo politico e religioso che si è schierata a fianco del fronte riformista.
Il governo di Ahmadinejad ha inoltre sospeso nel Paese il servizio degli sms, già bloccato lo scorso giugno e ripristinato solo a fine luglio. A darne la notizia il sito riformista Rahesabz che ha inoltre fatto sapere che anche il servizio Messenger di Yahoo, molto utilizzato dai giovani dell'opposizioni per scambiarsi le informazioni, è stato disattivato.