22/12/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Un codice di autoregolamento per il web. E' quanto auspicato dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni che ha riunito al Viminale tutti i principali protagonisti della "rete": da Google Italia a Microsoft, Facebook, Wind Italia, Telecom, Vodafone, H3G, British Telecom-BT Italia, Associazione italiana Internet provider, Assotelecomunicazioni, Confindustria e ministero per le politiche per i giovani. La riunione e' stata aggiornata a meta' gennaio quando sul tavolo verranno formalizzate le varie proposte. "Abbiamo affrontato il tema di come impedire la commissione di gravi reati su internet e come rimuoverne i contenuti - ha spiegato Maroni -. La strada da seguire e' quella di un accordo fra tutti definendo un codice di autoregolamentazione che coinvolga tutti i soggetti interessati, evitando interventi di autorita'". "Ci siamo riproposti quindi - ha aggiunto il ministro dell'interno - di elaborare delle proposte e per questo ci riuniremo di nuovo a meta' gennaio per un'analisi dettagliata di tutte le idee. Certo, la soluzione in tempi rapidi e' auspicabile per combattere ed evitare la proliferazione di gruppi che inneggiano all'omicidio, al terrorismo, alla mafia. Si puo' fare un accordo che coinvolga tutti e se questo accordo ci sara', sara' il primo al mondo che prevede un codice di autoregolamentazione". Insomma, il ministro dell'interno, ha sottolineato la necessita' di rimuovere rapidamente, dopo una segnalazione, i contenuti di un sito i cui contenuti sono chiaramente fuori legge. La cosa, in ogni caso, non e' del tutto agevole perche', come ha ricordato lo stesso Maroni, si parla di centinaia di migliaia di utenti e di messaggi che vengono immessi tutti i giorni. E se i fornitori di servizi sono in Italia i problemi si riducono, ma se sono all'estero sara' necessario fare degli accordi. Anche per questi non ci sono precedenti e il caso italiano potrebbe essere il primo al mondo.

Categoria: Diritti, Media
Luogo: Italia
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