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La Bosnia Erzegovina è stata condannata oggi con una sentenza definitiva dalla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo per non aver concesso a due cittadini di origine Rom ed ebraica di presentarsi alle elezioni per il parlamento e per la presidenza del Paese.
Dervo Sejdic e Jacob Finci non hanno potuto candidarsi per la tornata elettorale, perché non appartenenti a nessuna delle tre etnie ufficialmente riconosciute per ricoprire le cariche istituzionali. In base agli accordi di Dayton solo i cittadini di origine bosniaca, croata e serba possono accedere al parlamento e alla presidenza.
Secondo i giudici di Strasburgo la continuata ineleggibilità di Sejdic e Finci non ha fondamento oggettivo e costituisce una violazione del diritto dei due uomini a non essere discriminati.
Nonostante la Corte abbia anche sottolineato come i tempi per abbandonare il sistema di ripartizione del potere tra le tre etnie siano prematuri, ha scelto di condannare il la Bosnia Erzegovina per il trattamento discriminatorio nei confronti dei due aspiranti candidati.
Parole chiave: bosnia-erzegovina, condanna, corte europea